Un giovane uomo, amante dell’arte nella sua forma più arcaica, che decide di addentrarsi nella (ri)scoperta di quell’origine creativa appartenente ad un’umanità antica, passando dall’Africa all’Europa, in un viaggio nel cuore pulsante della storia e della cultura mediterranea.
Questa primavera uscirà nelle sale, in TV e sulle piattaforme in diverse lingue, “Ancestrale”, il lungometraggio che ripercorre le tappe salienti della vita e della carriera di Massinissa Askeur, il più importante artista simbolista italiano vivente, nonché designer – ricordiamo, difatti, che Massinissa ha recentemente debuttato nel mondo della moda in occasione della “Milano Fashion Week“ -, che ha saputo portare il suo bagaglio personale, professionale ed artistico fino alla Valmarchirolo, dove risiede da ormai più di dieci anni.
Dalla regia di Lumar Brothers, la partecipazione di Antonio Valmaggia, Marta Lock e Gianni Tolentino, e la distribuzione a cura di Emera Film nasce così un documentario che prende vita attraverso le parole dello stesso Massinissa e le voci di persone che lo hanno conosciuto nel suo percorso e nei traguardi raggiunti nel campo dell’arte, del design e della moda, a cui si intrecciano scorci visivi ed echi di questi territori, di cui l’artista si fa promotore.
“Ancestrale”, dal dipinto su tela al cinema
«Il titolo l’ho scelto io, perché, in realtà, ho un’opera che si chiama così – racconta Massinissa alla nostra redazione -. Quando l’essere umano ha cercato un modo di comunicare, ha iniziato da queste forme… ancestrali. Io dipingo proprio come faceva l’Homo Sapiens. Ho scelto questo titolo per richiamare all’origine, all’umanità che ci caratterizza tutti, senza distinzioni».
Il lungometraggio nasce dall’incontro tra l’arte di Massinissa ed il suo pubblico, che ha dimostrato in diverse occasioni un forte interesse nel percorso che si cela dietro la realizzazione delle opere dell’artista. «Durante le mie esposizioni in questi territori – spiega Massinissa -, le persone hanno cominciato a conoscermi e ad interessarsi non solo alle mie opere, ma anche alle spiegazioni, proprio loro hanno suggerito l’idea dei filmati e, dato che la troupe di Lumar Brothers mi seguiva già per la creazione dei contenuti, abbiamo pensato di concretizzare questa idea attraverso la realizzazione di un lungometraggio».
In un anno di esposizioni tra Italia e Svizzera ha così preso vita “Ancestrale”, anche grazie alla collaborazione di diversi Comuni, nonché di persone, che hanno creduto nel progetto sin da subito, finanziando e contribuendo alla sua realizzazione.
Un lungometraggio portavoce di un messaggio profondo
«Attraverso quello che faccio, dalle opere, alla moda, a questo lungometraggio, cerco di comunicare lo scopo della mia arte, della mia vita – racconta Massinissa -, ovvero abbattere le barriere, i luoghi comuni, abbattere tutto ciò che ci divide, per diventare “uno”, ricordandoci che ogni persona è un essere umano in origine».
Ed è nell’arte dei simboli che Massinissa ha trovato la sua strada per comunicare col mondo intero, attraverso un linguaggio dai tratti primordiali che è in grado di riportare gli uomini a quell’universalità originaria libera da sovrastrutture. «Il simbolismo è una cosa innata in noi, va a lavorare direttamente con il nostro inconscio – prosegue l’artista -, lo capiamo senza usare parole, senza usare un linguaggio complicato e indipendentemente dall’etnia, la cultura, l’età, o il sesso».
«Questo lungometraggio è un ulteriore passo che mi permette di comunicare a più persone possibili nel mondo, ricordando che, alla fine, la battaglia vincente è riconoscere l’uomo per quello che è, la cosa più preziosa: un essere umano», conclude Massinissa.
La cultura mediterranea nel mondo: dal grande schermo agli States
La bellezza dei territori dell’Alto Varesotto e della Lombardia in generale sono da sempre un aspetto rilevante per Massinissa, che fa della sua arte e professione anche un veicolo per promuoverne e valorizzarne il fascino e la storia; tant’è che diverse riprese di luoghi come Luino, Porto Ceresio, Ponte Tresa e Caslano, sono state appositamente realizzate ed inserite all’interno del lungometraggio.
«Da quando la mia famiglia ha preso forma qua (a Marchirolo, ndr), mi sono orientato più verso le nostre zone, la loro promozione ed il loro futuro – racconta Massinissa -. Quello che voglio fare è promuovere la bellezza e l’unicità dei nostri territori e questo lungometraggio ed il pubblico che riuscirà a raggiungere rappresentano una grande opportunità per perseguire questo obiettivo».
Non solo il grande schermo, difatti, tra fine 2023 e metà 2024, Massinissa porterà l’Italia oltreoceano in un tour americano delle sue opere, attraverso esposizioni ibride tra digitale e arte fisica. «Andremo ad esporre nelle località più prestigiose, dal teatro Broadway a New York e i maxi schermi a Times Square, a Washington, Miami e Los Angeles. È un onore rappresentare l’Italia e l’arte mediterranea nel mondo. Spiegheremo chi siamo e quanto in origine siamo tutti uguali. Questo è il messaggio che cercheremo di portare anche nel nuovo continente».
È un impegno a tutto tondo quello di Massinissa che, nel suo cammino artistico, professionale e personale, porta avanti un messaggio di “universale umanità“, che concretizza in mille forme, attraverso l’arte, la moda, il design, la cinematografia, e senza mai dimenticare di fornire allo spettatore uno sguardo sulla maestosa bellezza dei territori a cui è fortemente legato.
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