Ad oltre dieci anni di distanza dalle indagini, sono arrivate nel pomeriggio di oggi, davanti al collegio del Tribunale di Varese, le richieste di condanna per le persone appartenenti alla cosiddetta “banda Vasi“, gruppo criminale guidato da Filadelfio Vasi, ex ultrà del Varese Calcio, accusate di aver tentato e compiuto diverse rapine al confine tra Canton Ticino e Varesotto (qui i dettagli).
Il pubblico ministero, dopo un’ora di requisitoria, ha chiesto per i dieci imputati (compreso Vasi, tornato in libertà dopo una lunga detenzione) pene per un totale di trentuno anni e nove mesi di carcere. Un quadro, quello descritto dal pm, basato su indizi “gravi, precisi e concordanti”, legati all’attività di indagine svolta dai carabinieri – e iniziata con delle intercettazioni su un traffico di stupefacenti – ma anche ad una testimone chiave. Una donna che all’epoca dei fatti era legata sentimentalmente ad un membro del collettivo criminale e che fornì agli inquirenti dettagli importanti sull’organizzazione dei colpi in supermercati, gioiellerie e uffici cambi.
Racconti poi ripetuti nel corso del dibattimento davanti ai giudici e grazie ai quali è stato ricostruito il modus operandi della banda che, stando alle accuse, agiva utilizzando pettorine della guardia di finanza (per disorientare i presenti poco prima dei blitz), armi con matricola abrasa, fascette per bloccare le mani, parrucche. Quando scattava il momento della rapina, ogni membro del commando aveva il suo compito: c’era chi portava i dipendenti dell’esercizio nel locale dei bagni, chi impugnava le pistole e chi si attivava per cercare il denaro.
Nel quadro accusatorio, oltre alle rapine, anche alcune estorsioni che sarebbero state compiute per ragioni di spaccio e, in un caso, per contribuire alle spese della detenzione di Vasi, che a questo scopo si sarebbe rivolto ad alcuni dei suoi sodali in libertà. Per Vasi il pubblico ministero ha chiesto la condanna a otto anni e dieci mesi di reclusione, più una multa di 6.700 euro. Ad aprile toccherà alle difese ricostruire la vicenda e formulare le proprie richieste ai giudici.
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