Presto l’amministrazione comunale di Luino dirà ai cittadini cosa intende fare per la riqualificazione di piazza Libertà quando finiranno i lavori sulla fognatura.
Il tema, affascinante quanto delicato – visto che si tratterà di ripensare da zero il luogo, una volta smantellato il cantiere di Alfa che ora fa da muro tra la strada e il lago – verrà affrontato in un incontro pubblico durante il quale i luinesi avranno modo di confrontarsi con l’amministrazione guidata dal sindaco Enrico Bianchi.
Non è l’unica novità per quanto riguarda la piazza, oggetto di discussione nella prima seduta di Consiglio comunale del 2023. L’assessore Serena Botta, insieme all’imminente incontro pubblico, ha annunciato anche un finanziamento da 234 mila euro che verrà dedicato alla rinascita del luogo pubblico.
Soldi inseriti in un bando regionale a cui Palazzo Serbelloni ha aderito insieme ad Ascom e ai Comuni di Maccagno e Tronzano, portando all’attenzione dell’ente superiore un piano per piazza Libertà, incentrato sulla promozione turistica e commerciale, e in particolare sul coinvolgimento di chi gestisce i locali luinesi e dei produttori del territorio affinché abbiano a disposizione parte della piazza per animarla con le loro proposte e incentivare la socialità.
L’idea, stando a questo primo annuncio, non ha convinto il deputato e consigliere Andrea Pellicini, che dai banchi dell’opposizione ha indicato un’altra priorità: ridare ai cittadini una porzione fondamentale di arredo urbano, senza trasformarla in uno spazio per la vendita di prodotti. Questo in attesa di saperne di più sui propositi dell’amministrazione comunale, che verranno presentati dettagliatamente soltanto in occasione del già citato incontro pubblico, ancora da mettere in calendario.
Ma non è per la proposta progettuale che il confronto in assemblea ha assunto toni polemici. Oltre ai contenuti, in questo momento, preoccupa la forma: «Apprendiamo ora in Consiglio quello che avremmo potuto conoscere in Commissione Territorio, contribuendo attivamente alla discussione – ha affermato sempre l’onorevole Pellicini – Con questo metodo non abbiamo avuto modo di farlo».
La Commissione non si riunisce da tempo, ha sottolineato l’ex sindaco, chiedendo la convocazione del tavolo tecnico comunale per approfondire il tema della piazza, dando così modo alle minoranze consiliari di conoscere la proposta prima della presentazione in pubblico. E di farlo, esprimendo le proprie considerazioni, in una sede istituzionale. «Tenere in vita la Commissione senza convocarla è inutile», ha ricordato in conclusione il consigliere di “Sogno di Frontiera”.
Dentro al cantiere fronte lago, intanto, i lavori proseguono secondo la tabella di marcia. Lunedì i tecnici faranno il punto su quello che manca per archiviare le opere civili, cioè l’insieme degli scavi e delle parti in cemento armato. Intorno alla fine di marzo si passerà probabilmente all’installazione delle componenti elettromeccaniche che faranno funzionare la vasca di prima pioggia, obiettivo finale dell’intervento che porterà alla risoluzione delle problematiche sulla fognatura della città.
Il cantiere, entrando in questa “seconda fase”, diventerà meno invasivo e ci sarà un ricorso minore ai mezzi pesanti, ora impiegati quotidianamente. Ad oggi – salvo imprevisti, rallentamenti dovuti al maltempo o alla consegna dei materiali – è possibile ipotizzare una conclusione anticipata delle operazioni: entro il 2023, anziché a marzo 2024.
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