È dal 4 gennaio che 26 nuclei familiari di via Creva 93, a Luino, sono stati costretti ad abbandonare le loro case, a causa della frana verificatasi presso il complesso residenziale “La Cavetta”. Un’evacuazione resa necessaria per gli ingenti e molteplici rischi a fronte del materiale roccioso, 2mila metri quadrati circa, che ha invaso il vallo costruito dal Genio Civile nel 1980, rompendo la rete paramassi.
L’umore dei condomini, tra i quali vi sono anche alcuni anziani e bambini, è a terra: rimanere senza casa, senza una data ben precisa di ritorno nei propri appartamenti, ma anche senza sapere quando inizierà l’intervento per mettere in sicurezza la parete rocciosa, rende il futuro di tutti particolarmente incerto e preoccupante.
La quotidianità degli sfollati, infatti, è stata completamente messa a repentaglio e lo si evince proprio dalle piccole cose: la mancanza di un peluche ad un bambino che, dopo il recupero negli scorsi giorni dei vigili del fuoco del distaccamento di Luino, è stato riconsegnato al piccolo legittimo proprietario, abituato ad abbracciarlo ogni sera prima di addormentarsi.
Un’immagine toccante non solo per il bambino e i suoi genitori, ma anche per l’amministratore di condominio, Paolo Della Rossa, e per i vigili del fuoco che hanno compiuto il piccolo nobile gesto, rendendo le notti del piccolo più serene, per quanto possibile.
Purtroppo, però, ai problemi umani si uniscono anche quelli burocratico-tecnici che sono molteplici, e sono stati segnalati negli scorsi giorni dal sindaco di Luino, Enrico Bianchi, al presidente della Protezione civile, Fabrizio Curcio, e al prefetto di Varese, Salvatore Pasquariello.
Proprio per questa ragione, Palazzo Serbelloni ha emesso un’ordinanza, un atto dovuto per far partire i lavori, per la gestione e la manutenzione del vallo paramassi tra la proprietà del condominio e la parete rocciosa, che impone «ai proprietari dell’intero complesso condominiale denominato “Condominio La Cavetta”, nella persona dell’amministratore pro-tempore, Paolo Della Rossa, di porre in essere, a loro cura, spese e responsabilità, tutti gli accorgimenti ed i necessari lavori o interventi per la gestione e manutenzione programmata e concordata delle opere realizzate dall’allora Genio Civile per la messa in sicurezza degli immobili».
Allo stesso tempo, sempre ai proprietari spetterà «il ristoro delle spese sostenute e da sostenere in emergenza da parte del Comune di Luino, comprensive dei costi per la realizzazione delle opere per la messa in sicurezza e dei costi accessori quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo, le spese tecniche e progettuali, gli oneri professionali per la relazione di perizie e relazioni specialistiche».
«Si tratta di una procedura dovuta in queste situazioni – ha confermato il sindaco Enrico Bianchi a “Prealpina” -, sappiamo bene quali sono le condizioni di queste persone e ci stiamo prodigando per cercare case alle famiglie con prezzi accessibili. In questo momento la problematica “umanitaria” è quella che ci preoccupa notevolmente: a fine mese abbiamo un incontro anche con i sindaci del distretto, del Piano di Zona, per capire se sia possibile utilizzare fondi del Piano per sostenere queste famiglie».
«L’incontro di domani con i residenti – ha continuato il primo cittadino – sarà utile a capire anche il perimetro di queste necessità con l’assessorato ai Servizi sociali. Poi dall’altra parte c’è la complicazione di tipo tecnico che riguarda anche gli ingenti contributi – che ad oggi non ci sono ma il cui sostegno economico è stato promesso da Regione Lombardia – per operare in quell’area che è tutta privata. Per non citare le manleve assicurative per i tecnici che devono eliminare quelle rocce con attività di disgaggio».
Nel frattempo ieri il consigliere comunale e capogruppo di minoranza di “Azione civica per Luino e frazioni”, Furio Artoni, ha presentato un’interrogazione sugli sfollati (consultabile cliccando qui), chiedendo all’amministrazione: «se è intenzione dell’amministrazione esentare le famiglie degli sfollati da tutti i tributi comunali posti a loro carico per il periodo di inagibilità, se esiste un piano di aiuti per gli stessi, che contempli una squadra di professionisti e tecnici che li possano aiutare negli incombenti quotidiani e nel reperire nuovi alloggi, se esiste un piano di alloggi anche con fabbricati provvisori idonei a garantire una permanenza, pur temporanea, ma dignitosa e, infine, se è prevista un’azione nei confronti di altri enti statali e non, al fine di garantire il pagamento delle opere necessarie per la messa in sicurezza della area attualmente a rischio frane stante la natura pubblica della problematica».
Domani pomeriggio, alle ore 17, è in programma un’assemblea condominiale straordinaria con i condomini de “La Cavetta”, allargata anche all’amministrazione comunale, presso il Municipio di Luino. «Sono giorni difficili per le famiglie coinvolte», racconta l’amministratore Della Rossa.
«Quasi tutti i condomini hanno trovato alloggio da parenti e amici, ma la situazione è davvero complicata – prosegue Della Rossa -. Non sappiamo ancora nulla e non possiamo prenderci responsabilità che non ci spettano e non vogliamo prenderci. L’auspicio è che si possa trovare una soluzione, grazie all’impegno non solo del Comune, ma anche di Regione Lombargia, per far tornare a casa il prima possibile i miei assistiti».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0