Con l’arrivo del 2023 è oramai ufficiale la messa in liquidazione dell’Unione dei Comuni del Medio Verbano.
Un “esperimento”, quello di tale Unione, nato vent’anni fa per unire e condividere le risorse in termini di sicurezza, con una Polizia locale unica, ma che si è via via smembrato perdendo pian piano alcuni dei Comuni che ne facevano parte.
Tra il 2018 e il 2022, infatti, Cocquio Trevisago, Brenta, Casalzuigno, Azzio e Leggiuno hanno scelto di abbandonare l’ente – peraltro interessato anche da un processo che ha coinvolto l’ex comandante della Polizia locale – e dal 1 gennaio di quest’anno anche Caravate, Cittiglio, Orino, Monvalle e Sangiano sono tornate a erogare i relativi servizi attraverso le rispettive amministrazioni.
Tra questi solo Orino ha deliberato l’adesione alla convenzione già esistente tra i Comuni di Cuveglio (capofila), Ferrera di Varese, Masciago Primo, Castello Cabiaglio, Cassano Valcuvia, Duno, Brinzio e Cuvio per la gestione delle funzioni relative al servizio di Polizia Locale e di Polizia Locale Amministrativa.
Nel frattempo l’iter che condurrà in ultima analisi allo scioglimento dell’Unione procede attraverso l’operato di tre organi, ovvero un’assemblea di sindaci coadiuvata dal primo cittadino di Sangiano, Matteo Marchesi, un revisore dei conti e un liquidatore che sta gestendo gli aspetti burocratici e organizzativi, tra cui anche la valutazione delle attrezzature e dello stabile che fungeva da sede della Polizia locale del Medio Verbano.
«Non sappiamo quanto durerà il processo di liquidazione – spiega Marchesi –, potrebbe durare diversi anni e non porterà all’estinzione effettiva dell’ente fino a quando non saranno chiusi tutti gli oneri dello stesso nei confronti di terzi, come crediti e debiti, contenziosi in cui l’Unione si è costituita parte civile, si è dovuta difendere o ha attaccato».
Nel frattempo, comunque, l’ente manterrà una sua “vita pratica”, con la stesura di un bilancio previsionale per il 2023 e di un consuntivo per il 2022, personale operativo nella gestione degli affari correnti e del pregresso e di uno sportello di back office per i contenziosi relative alle multe emesse fino al 31 dicembre scorso: «I cittadini non vengono abbandonati, questo deve essere ben chiaro», afferma il sindaco di Sangiano.
Nei prossimi mesi, inoltre, si procederà alle aste per dismettere i beni mobili e immobili, in modo tale da creare una sorta di “tesoretto” per la liquidazione, e alla chiusura di tutti i rapporti pendenti.
«Il momento della liquidazione è più che mai importante – chiosa in ultima battuta Marchesi – perché, se ben gestito, può essere un’occasione per sistemare eventuali posizioni debitorie. Crediamo sia importante avere tutte le competenze necessarie per una buona liquidazione e anche che il processo avvenga velocemente, almeno per quanto riguarda l’alienazione dei beni. L’auspicio è che quando ci sarà la possibilità di fare le aste per i beni di valore, venga diffusa il più possibile per avere un’ampia platea di acquirenti interessati».
«In generale non è mai semplice affrontare uno scioglimento – commenta da parte sua la sindaca di Cittiglio Rossella Magnani – ma sta procedendo tutto in modo molto regolare e auspichiamo che il processo possa andare a buon fine entro pochi anni. Tutti noi sindaci siamo dispiaciuti di questo, ma siamo dovuti arrivare a un punto di consapevolezza rispetto alla situazione attuale dell’Unione: a livello organizzativo aveva dei costi esagerati rispetto ai primi tempi, la gestione era diventata insostenibile. Per quanto riguarda Cittiglio, nello specifico, la nostra intenzione è quella di creare un servizio territoriale. Valuteremo di migliorare e di sviluppare sempre di più l’attività di Polizia locale, che è piuttosto complessa».
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