Italia | 6 Gennaio 2023

Italia e mondo del calcio ancora in lutto: addio a Gianluca Vialli

L’ex attaccante è spirato la notte scorsa a Londra, dopo 5 anni di malattia. Il dolore di famiglia, tifosi e FIGC: «Quello che ha fatto per il calcio e la maglia azzurra non sarà dimenticato»

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A pochi giorni dalla morte di Pelè e a qualche settimana dall’addio a Sinisa Mihajlovic, il mondo del calcio e tutta l’Italia sono nuovamente in lutto: Gianluca Vialli non ce l’ha fatta e si è spento a Londra, la notte scorsa, all’età di 58 anni, dopo aver lottato contro un tumore al pancreas.

È stata la famiglia, nel dolore, a confermare la morte dell’ex campione con una nota: “Con incommensurabile tristezza annunciamo la scomparsa di Gianluca Vialli. Circondato dalla sua famiglia è spirato la notte scorsa dopo cinque anni di malattia affrontata con coraggio e dignità. Ringraziamo i tanti che l’hanno sostenuto negli anni con il loro affetto. Il suo ricordo e il suo esempio vivranno per sempre nei nostri cuori».

«Sono profondamente addolorato. Ho sperato fino all’ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane», ha dichiarato il presidente della FIGC Gabriele Gravina.

E la stessa FIGC ha disposto un minuto di raccoglimento prima di tutte le partite dei campionati di calcio in programma nel weekend in ricordo di Vialli.

«Quella foto sul prato di Wembley, quell’abbraccio con il Ct Roberto Mancini dopo il gol di Federico Chiesa contro l’Austria negli ottavi di finale dell’Europeo del 2021, sarà una delle immagini di Gianluca Vialli che ci porteremo nel cuore per sempre – si legge sul sito della Federazione – Gianluca non ce l’ha fatta, si è spento oggi all’età di 58 anni dopo una lunga malattia, combattuta sempre a testa altissima, con dignità e con tutta la famiglia azzurra a dargli forza in un momento di silenziosa ma enorme sofferenza. Il calcio italiano non piange soltanto il capo delegazione della Nazionale: piange un grande uomo, che prima ancora era stato un grande attaccante e un apprezzato allenatore».

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