È una giornata triste e dolorosa, per il mondo del calcio italiano e non solo: Sinisa Mihajlovic, fino al 6 settembre scorso allenatore del Bologna, si è spento in una clinica di Roma all’età di 53 anni.
A dare l’annuncio la famiglia del noto calciatore e tecnico che ha militato in diverse squadre italiane – la moglie Arianna, i figli Viktorija, Virginia, Miroslav, Dusan e Nikolas, la nipotina Violante, la mamma Vikyorija e il fratello Drazen – che definisce «ingiusta e prematura» la morte «del marito, padre, figlio e fratello esemplare».
«Uomo unico, professionista straordinario, disponibile e buono con tutti, coraggiosamente ha lottato contro un’orribile malattia», concludono i famigliari ringraziando i medici e le infermiere che lo hanno seguito in questi anni «con amore e rispetto. Sinisa resterà sempre con noi. Vivo, con tutto l’amore che ci ha regalato».
Il 13 luglio del 2019 Mihajlovic aveva comunicato di avere una leucemia mieloide acuta e di doversi sottoporre a cure immediate, poi riprese nel marzo scorso per un ritorno della malattia.
Nato in Croazia, a Vukovar, il 20 febbraio del 1969, Sinisa Mihajlovic è stato difensore e centrocampista. Inizialmente jugoslavo, ha militato nella Stella Rossa distinguendosi da subito in campo per il suo potente sinistro e per la sua precisione nei calci piazzati.
La sua singolare tecnica di tiro ha appassionato i suoi fan ed è diventata anche oggetto di studio da parte dell’Università di Belgrado, che ne ha calcolato una velocità pari a 160 km/h.
Durante i primi anni in Italia Mihajlovic non ha brillato particolarmente nel ruolo di centrocampista di sinistra. Il vero punto di svolta è avvenuto quando ha indossato la maglia della Sampdoria. Assunto il ruolo di difensore, intorno agli anni ‘90, è considerato uno dei giocatori più importanti della Jugoslavia, nonché uno dei migliori difensori di quell’epoca. Oltre alla maglia della Sampdoria, dal 1992 fino al 2006, Mihajlovic ha indossato quella della Roma, della Lazio e dell’Inter dimostrando le sue brillanti abilità in difesa.
Diventato il vice di Roberto Mancini, Mihajlovic è stato poi allenatore dei nerazzurri dal 2006 al 2008, oltre a essere tecnico del Catania, del Bologna, della Fiorentina, della Serbia e del Milan per poi approdare al Torino e allo Sporting Lisbona e tornare al Bologna nel 2019, dove è rimasto fino allo scorso settembre.
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