Lavena Ponte Tresa | 27 Dicembre 2022

Cappuccini come opere d’arte, il campione del mondo Ivan De Rosa vive a Lavena Ponte Tresa e guarda al futuro

Il 29enne, “tresiano d’adozione”, ha vinto la competizione di Latte Art Grading System ad Abu Dhabi. Ma è il caffè, a 360 gradi, il centro delle sue aspirazioni professionali

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Preparare un cappuccino può sembrare un’azione tutto sommato semplice, ma in realtà tutta la gestualità necessaria richiede non poca abilità e sì, anche un pizzico di creatività. Tanto che ne è nata una vera e propria disciplina, la latte art, una tecnica molto raffinata ed elaborata con cui si possono realizzare decorazioni e disegni di vario genere proprio sulla superficie di cappuccini o caffè macchiati.

E come ogni disciplina che si rispetti, a mano a mano che la latte art si è diffusa, sono nate anche numerose competizioni anche a livello internazionale, fino ad arrivare ai campionati del mondo come quello di Latte Art Grading System che si è disputato all’inizio di dicembre ad Abu Dhabi e ha visto tra i vincitori anche un italiano, Ivan De Rosa.

De Rosa, 29 anni e originario di Napoli, da circa sei anni vive a Lavena Ponte Tresa – come ha svelato il sindaco Massimo Mastromarino, che lo ha conosciuto durante la pandemia e che lo definisce oramai un “tresiano d’adozione” – dove si è trasferito per cercare lavoro, diventando uno dei tantissimi frontalieri che attraversa quotidianamente il confine con il Canton Ticino.

Da circa un anno lavora a Stabio e, nel frattempo, studia il mondo del caffè a 360 gradi, oltre ad allenarsi con quella latte art che ha intrapreso praticamente da autodidatta fino ad approdare per la prima volta ad Abu Dhabi: «Ci sono andato per mettermi alla prova, per testarmi – ci racconta – Ho promesso a me stesso di dare il massimo e di non avere rimpianti».

Rimpianti che di sicuro non possono esserci, dopo questo primo posto ottenuto a una prima esperienza internazionale che «meglio non poteva andare», riconosce De Rosa, felice e soddisfatto per quanto è riuscito a fare e con lo sguardo già rivolto alle prossime competizioni: «Ci vuole tanta, tanta tecnica, anche perché questo è un circuito che si basa su vari livelli di abilità. Negli ultimi anni c’è stata una vera e propria evoluzione e il livello è ormai altissimo – spiega – E la cosa bella è che l’Italia, nelle competizioni, ha raggiunto più volte il tetto massimo in questa disciplina».

Ma nel futuro del 29enne non ci sarà solo la latte art: oltre a fare il trainer, sempre in questo ambito, è infatti il caffè a tutto tondo, e specialmente lo specialty coffee, la passione che assorbe i suoi interessi e i suoi sogni, tanto che il desiderio più forte è quello di dar vita a un proprio brand e aprire un’azienda e dei coffee shop in cui vendere una miscela studiata ad hoc. Ma non solo: «Vorrei anche poter insegnare, educare i miei clienti a bere un buon caffè, far capire loro che questo è un vero e proprio rito, portarli a percepire nuove sensazioni e anche a viaggiare attraverso i sentori diversi dei caffè provenienti da varie parti del mondo, dall’Africa all’America. Insomma, regalare un’esperienza completa attorno a questa bevanda».

De Rosa, in tutto questo, ci crede molto: «Perseveranza e duro lavoro ripagano sempre e questo – conclude – l’ho vissuto sulla mia pelle: sono partito da Napoli, dove sognare non è semplice, con mille euro in tasca, sono arrivato qui e non conoscevo nessuno e mi sono dato molto da fare per riuscire a realizzare qualcosa. Questo è sicuramente un primo risultato importante: se ci si impegna tanto, non si può non avere successo».

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