Roma | 7 Dicembre 2022

Covid, “stop alle multe per i no vax “

Ok in Commissione Giustizia al Senato a un emendamento della Lega che punta a bloccare fino a giugno 2023 le procedure per il pagamento delle sanzioni di chi ha rifiutato l'obbligo vaccinale

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Le sanzioni di 100 euro destinate ai quasi 2 milioni di italiani che hanno rifiutato di sottoporsi alla vaccinazione anti covid potrebbero slittare alla prossima estate. Per la Lega si tratta di un vero e proprio obiettivo, visto il contenuto dell’emendamento al decreto Rave approvato in Commissione Giustizia al Senato; emendamento che stabilisce il blocco delle procedure per il pagamento delle multe fino a 30 giugno 2023.

L’ok alla misura è legato alla conversione del decreto Rave in legge, da raggiungere in Parlamento, tassello che al momento manca e dunque esclude qualsiasi tipo di ufficialità per questo provvedimento che in ogni caso, anche se approvato, costituirebbe come detto un rinvio della questione e non un annullamento definitivo delle sanzioni, indirizzate a cittadini over 50 e a chi per ragioni professionali avrebbe dovuto sottoporsi alla profilassi, come ad esempio il personale sanitario, delle strutture residenziali e delle scuole, e gli appartenenti alle forze dell’ordine.

In totale si tratta del “3% della popolazione” ha sottolineato oggi il quotidiano Libero nel riprendere la notizia dell’emendamento collegandola a due capitoli della pandemia che hanno fatto parecchio discutere, seppur in momenti diversi: da una parte le polemiche per il momentaneo allontanamento dal luogo di lavoro di chi ha rifiutato il vaccino, e per l’esclusione delle stesse persone da buona parte delle attività sociali; dall’altra il recente pronunciamento della Corte Costituzionale che ha confermato la legittimità dell’obbligo vaccinale, decisione drastica ma presa nell’interesse della salute pubblica, fortemente minacciata dal coronavirus.

L’obbligo vaccinale non è più in vigore dallo scorso giugno. Era rimasto attivo, dopo l’estate, soltanto per il personale sanitario, ma anche questo vincolo è caduto – a novembre – con una decisione del Governo Meloni che ha anticipato ciò che comunque era già stato previsto dal Governo Draghi per la fine del 2022.

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