(Foto di copertina di Marco Miani, da Instagram @30siddy) Il detto “togliere le castagne dal fuoco” deriva da una favola di Jean De La Fontaine ed è il termine esatto per descrivere il contributo di Andrea Chiodi, portiere che con i suoi guantoni ha evitato parecchi fastidi al Verbania Calcio.
Il tutto certificato dalle sole 9 reti subite dai biancocerchiati, miglior difesa del girone A del campionato d’Eccellenza piemontese.
Di seguito l’intervista rilasciata al termine del match con la RG Ticino vinto dai verbanesi per 2-1.
Di dove sei?
Sono di Cittiglio, al contrario di quello che pensa molta gente convinta che sia di Laveno.
La tua carriera?
Sono cresciuto nel Laveno poi sono passato alla beretti del Varese con Andrea Candeliere, ora mio compagno di reparto al Verbania. In seguito ho giocato in serie D per cinque anni con la Salus Virtus Turate, diventata poi Caronnese. Seguono i tornei d’Eccellenza con Sestese e Castellanzese, con i neroverdi ho vinto il campionato. Ultimamente ho difeso i pali di Baveno, Gavirate ed ora Verbania.
Obiettivi in campionato?
Salvarsi il primo obiettivo poi vedremo se arriveranno i playoff…
L’avversario che ti ha messo più in difficoltà?
Anzano ora al Meda mi ha sempre impressionato, è il migliore e mi ha siringato parecchie volte!
La parata più importante?
Il rigore parato durante i supplementari contro il Trino nel play out dello scorso campionato
Hai un portiere modello?
No, non ne ho. Resto sempre umile e cerco di migliorarmi quotidianamente. Da bambino, mi piaceva Pagliuca
Nel cartone animato giapponese ‘Holly e Benji’, preferisci Benjamin Price oppure Ed Warner?
Decisamente Benji, è il più forte di tutti!
Hai degli hobby?
Gioco a beach soccer in Serie A. Ho vinto quattro scudetti. Tre con Milano ed uno con la Sambenedettese
Chiusura con il parere del ‘Doria’, esponente di spicco della tifoseria biancocerchiata: «Gran portiere, assieme a Giovanni Russo del Ticino!».
© Riproduzione riservata







Vuoi lasciare un commento? | 0