Società | 30 Novembre 2022

Benvenuti nell’era dello smart working

Questa innovativa filosofia del lavoro pone la persona al centro dell’organizzazione, facendo convergere gli obiettivi aziendali con quelli personali e professionali dei lavoratori

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Quello che ci ha lasciato l’arrivo del Covid, in termini sociali, è stata un’accelerazione delle tendenze, ovvero, ciò che comunque sarebbe successo, grazie allo sviluppo tecnologico, è accaduto molto prima del previsto.

L’intrattenimento, in molte delle sue forme, si è spostato dentro le mura domestiche, basti pensare alle statistiche da record di 22Bet o delle piattaforme di video on demand.

Anche l’istruzione e il lavoro hanno conosciuto un nuovo approccio e, in particolare, una parola che prima si sentiva poco, oggi fa parte della vita quotidiana di ognuno. Stiamo parlando dello smart working che, anche tra gli abitanti di Luino, ha visto un notevole incremento.

Cos’è di preciso lo smart working?

Secondo l’ordinamento italiano si tratta di un rapporto di lavoro più flessibile, dal punto di vista organizzativo, con meno vincoli di orario e luogo di lavoro, reso possibile dall’utilizzo di strumenti tecnologici.

Mentre l’Osservatorio del Politecnico di Milano lo descrive come: “Una nuova filosofia manageriale fondata sulla restituzione alle persone di flessibilità e autonomia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumenti da utilizzare a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati”.

Di qualunque cosa si tratti, quel che è certo è che le più importanti compagnie internazionali vi stanno aderendo e ci stanno investendo.

Secondo i risultati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, il 58% delle grandi imprese ha da tempo avviato iniziative concrete.

Secondo la FlexJobs, società americana che si occupa di annunci di lavoro, tra le aziende che, più delle altre, puntano sul “lavorare agile” per favorire il benessere dei dipendenti, troviamo dei veri e propri giganti, quelle più avanzate e solide del mercato.

Quali sono le principali caratteristiche dello smart working?

Lo Smart Working rappresenta senz’altro un approccio totalmente nuovo al modo di lavorare cui siamo abituati.

Questa innovativa filosofia del lavoro pone la persona al centro dell’organizzazione, facendo convergere gli obiettivi aziendali con quelli personali e professionali dei lavoratori. Il risultato sembra essere una maggiore produttività aziendale.

In altre parole, lo smart working è un modo di collaborare, all’interno di un’organizzazione, basato su alcuni elementi imprescindibili:

La revisione della leadership. Il rapporto tra manager e dipendente subisce un’importante trasformazione, passando da una relazione basata sul controllo a una basata sulla fiducia.

La riorganizzazione degli spazi lavorativi. Non si lavora più tra le quattro mura di un ufficio, o comunque non sempre e non per forza.

I rigidi sistemi di comunicazione vengono sostituiti con l’aiuto di nuove tecnologie collaborative.

In generale, quello che si propone è più autonomia nelle modalità di lavoro, a fronte del raggiungimento degli obiettivi. Anche all’interno degli spazi aziendali vengono rimossi vincoli e modelli ormai anacronistici come, ad esempio, quelli legati alla postazione fissa, fornendo un’ampia libertà di personalizzare l’ambito e la modalità di lavoro.

Cosa non è lo smart working

Lo Smart Working viene spesso confuso con i suoi parenti, più o meno lontani, vediamo quali sono:

1. Flexible Working: tipo di lavoro caratterizzato dalla flessibilità, che può essere:
– flessibilità oraria (ad esempio lavorare il corrispettivo di 5 giorni lavorativi in 4) o basata su un progetto (se si completa il compito prima, poi si è liberi di passare il resto della giornata come si preferisce).
– Flessibilità del luogo (lavorare da casa o in coworking per parte del tempo).
– Flessibilità di contratto (freelance, gruppo di associati ecc.).

2. Remote working: consiste nel lavorare in remoto, cioè da casa, da un bar o da qualunque luogo a patto che non sia l’ufficio dell’azienda.

H2: Lo smart working migliora la qualità della vita?

Quando lo smart working è un desiderio del lavoratore migliora la qualità della vita, come tutte le misure che hanno come fine il suo benessere. Non si tratta di bontà d’animo da parte delle aziende, o almeno, non solo. Minore è lo stress, migliori sono le prestazioni. Ecco perché le aziende più avanzate investono nella qualità del tempo dei propri dipendenti.

È sempre meno comune misurare il fattore di produzione del lavoro in termini di unità prodotte per quantità di tempo impiegato; oggi viene misurato in termini di qualità e, soprattutto, come capacità di raggiungere gli obiettivi prefissati. Tutto ciò ha enormi ripercussioni sulle modalità di gestione del lavoro e sulla sua offerta.

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