Il Consiglio dei ministri del 21 novembre ha approvato il disegno di legge di bilancio per il 2023 ed il bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025, l’aggiornamento del Documento Programmatico di Bilancio (DPB) e il decreto Misure urgenti.
All’interno della Manovra anche la riduzione della cosiddetta “Tampon Tax”.
Legge di Bilancio 2023 e l’aliquota sugli assorbenti femminili
Le “Misure contro l’inflazione”, all’interno del “Pacchetto famiglia”, riportano, tra le altre, una “riduzione dell’Iva dal 10% al 5% per i prodotti per l’infanzia e per l’igiene intima femminile”.
Già il Governo Draghi con la Legge di Bilancio 2022 aveva visto un taglio dell’aliquota sugli assorbenti, portandola dal 22% al 10% e togliendo, così, l’Italia dalla classifica europea dei paesi con la più alta “Tampon Tax” (“imposta sugli assorbenti”), ovvero l’applicazione dell’aliquota Iva solitamente riservata ai beni di alta gamma.
Se inizialmente l’aliquota al 22% poneva i prodotti per l’igiene femminile al pari di vino, sigarette e vestiti, la riduzione al 10% li fece rientrare nella stessa categoria di biscotti, caffè e cioccolato. Questa nuova Manovra permette un’ulteriore riduzione dell’Iva, mantenendola, però, ancora al di sopra della soglia del 4%, l’aliquota ridotta per i beni “di prima necessità”.
Assorbenti igienici e “Tampon Tax”: un po’ di storia
L’Iva sugli assorbenti femminili venne applicata per la prima volta in Italia nel 1973 ed era pari al 12%, percentuale che è man mano aumentata nel corso degli anni arrivando al 22% nell’ottobre 2013.
I primi movimenti in ambito legislativo si ebbero nel gennaio 2016, quando Giuseppe Civati e Beatrice Brignone con il partito “Possibile” avanzarono la Proposta di Legge n. 3525 con l’obiettivo di abbassare l’aliquota dal 22% al 4%. Proposta che non venne mai discussa propositivamente.
Successivamente, vi furono più riprese a sostegno di questo tipo di iniziativa. Dal ddl proposto da Donatella Conzatti di “Forza Italia” nel giugno 2018, a quello di Pierpaolo Sileri del “Movimento Cinque Stelle” nell’agosto 2018, fino ai sei emendamenti relativi al DL “Crisi d’impresa”, firmati da diversi gruppi parlamentari e presentati in senato nel giugno 2019.
Tuttavia, il primo risultato positivo si ebbe solo a dicembre 2019, durante la sessione di Bilancio. La proposta emendativa dell’“Intergruppo Donne” venne accolta e portò alla riduzione, a partire da gennaio 2020, dell’aliquota Iva al 5%, ma solo per quei prodotti per l’igiene femminile compostabili, i lavabili, e le coppette mestruali. Soluzione ritenuta parzialmente utile, a causa dei maggiori costi di produzione, e perciò di vendita, di assorbenti e dispositivi “ecologici”.
Solo nel 2021, a seguito di una pandemia e di una crisi economica, si ottenne un taglio significativo dell’aliquota sugli assorbenti igienici, che passò dal 22% al 10%, durante il Governo Draghi.
La nuova misura della Legge di Bilancio 2023 rappresenta un altro passo realizzato in tempi molto brevi, che, di fatto, dimezza l’aliquota attuale, seppur non raggiungendo la soglia dei beni primari.
La “Tampon Tax” in Europa
A livello europeo, la direttiva (UE) 2006/112/CE sulla fiscalità dell’Unione Europea permette agli Stati Membri di adottare un’aliquota ridotta che non può essere inferiore al 5% (articolo 99 della direttiva). Riduzioni maggiori, o l’azzeramento sarebbero possibili unicamente attraverso la discussione in Consiglio e l’approvazione di tutti gli Stati Membri.
Tuttavia, con la risoluzione del 24 giugno 2021, il Parlamento europeo “mette in risalto gli effetti negativi della cosiddetta “imposta sugli assorbenti” per la parità di genere; invita tutti gli Stati membri a eliminare la cosiddetta tassa sui prodotti per l’igiene femminile (“tampon tax”), avvalendosi della flessibilità introdotta dalla direttiva sull’IVA e applicando esenzioni o aliquote IVA allo 0% a questi beni essenziali”.
Una maggiore libertà per la riduzione e/o l’eliminazione della “Tampon Tax” è arrivata con la direttiva (UE) 2022/542 del 5 aprile 2022, che ha introdotto la possibilità di portare la tassa al di sotto della soglia del 5% fino ad azzerarla, eliminando l’iter di approvazione previsto dalla direttiva del 2007.
Tra gli Stati che hanno adottato una riduzione dell’aliquota Iva sugli assorbenti femminili ci sono il Lussemburgo (3%), la Francia (5,5%), la Spagna (4%), il Portogallo (6%), il Belgio (6%). Mentre paesi come l’Ungheria (27%) e la Croazia (25%) mantengono la “Tampon Tax” elevata.
Irlanda, Scozia e Inghilterra
Mentre il resto d’Europa si muoveva in una direzione, o nell’altra, Irlanda, Scozia ed Inghilterra hanno seguito percorsi differenti.
L’Irlanda rappresenta l’unico Paese dell’Unione Europea ad aver eliminato l’Iva sugli assorbenti, taglio che le è stato “storicamente” permesso, in quanto l’aliquota irlandese fu decisa prima dell’entrata in vigore della legge europea per la riduzione e l’esenzione dell’Iva.
La Scozia ha avviato nel corso del 2017 un progetto pilota per contrastare la cosiddetta “povertà mestruale”, ovvero l’impossibilità economica di permettersi un’igiene adeguata durante tutto il periodo mestruale, offrendo prodotti gratuiti a donne e ragazze in difficoltà. Progetto che è proseguito nel 2019 e che ha portato nel 2021 all’approvazione del Governo scozzese del “The Period Products (Free Provision)(Scotland) Act”, che prevede la fornitura di prodotti igienici gratuiti a tutti coloro che ne abbiano bisogno.
Infine, l’Inghilterra ha abolito la “Tampon Tax” nel 2021, subito dopo l’uscita dall’Unione Europea.
Assorbenti gratuiti in Italia
L’Università di Padova sarà il primo ateneo a fornire assorbenti gratuiti alla comunità studentesca con la chiara volontà di creare un luogo “inclusivo, accogliente ed equo”.
Dopo il successo della sperimentazione dell’iniziativa nel 2021, entro fine anno saranno installati distributori di assorbenti igienici in ognuna delle trentadue sedi dipartimentali dell’ateneo. Per usufruire del servizio, sarà sufficiente richiedere un gettone presso le portinerie delle varie sedi.
La fornitura verrà strutturata e resa capillare all’interno dei vari dipartimenti, prediligendo spazi neutri e ben visibili, con il fine di non rivelarsi transescludenti e agendo allo stesso tempo sulla stigmatizzazione delle mestruazioni.
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