Il Parco delle Torrazze ha riaperto al pubblico la scorsa estate – dopo decenni di chiusura – ed è attualmente al centro di un nuovo intervento di riqualifica della passeggiata con vista lago; sul Parco Forte Castello, invece, situato in zona collinare e con un profilo di interesse storico per via di una fortificazione risalente al dominio austriaco, l’amministrazione comunale di Laveno intende investire in termini di restauro e risanamento.
Ma le due aree verdi non condividono soltanto il fatto di essere al centro dei progetti della giunta Santagostino per quanto riguarda accessibilità, senso estetico e conservazione del patrimonio. In entrambi i parchi, infatti, arriveranno presto delle novità riguardanti anche la sicurezza.
Grazie ad un finanziamento regionale di quasi 30.000 euro il Comune potrà installare nelle due zone dei nuovi impianti di videosorveglianza. Il provvedimento lo ha annunciato il sindaco Luca Santagostino nell’ultima seduta di consiglio comunale, illustrando la variazione di bilancio riguardante i già citati fondi regionali ma anche quelli stanziati – in cofinanziamento – dal Comune per alcune migliaia di euro.
«Il Parco delle Torrazze riaprirà entro fine anno – aggiunge il primo cittadino – e ci teniamo a prestare la giusta attenzione al tema della videosorveglianza, per la sicurezza degli utenti e per evitare danni. Sul Parco Castello torneremo presto ad investire per il recupero del forte, ma anche qui la questione della sicurezza è centrale, seppur per ragioni diverse: l’area non è frequentata come quella del lungolago. E’ più periferica, ed è per questo che vogliamo garantire le giuste misure di vigilanza. Ora che abbiamo trovato i contributi, siamo finalmente in grado di farlo». Polizia locale e progettisti si sono già confrontati e a breve verranno assegnati i lavori che, indicativamente, verranno conclusi entro l’inverno.
L’iniziativa non resterà isolata. Nei mesi scorsi il Comune ha annunciato il progetto “Laveno Città Sicura“, che prevede un investimento di 100.000 euro (qui i dettagli) da destinare all’acquisto di telecamere e sistemi di lettura targhe per i luoghi più sensibili della città, con possibilità per i privati di aderire alla rete pubblica di occhi elettronici e mettere così i propri dispositivi al servizio della comunità per il presidio del territorio.
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