Catania | 7 Novembre 2022

Porto di Catania, ong e migranti: sale la tensione

Primi atti di insofferenza per lo"sbarco selettivo" imposto dal Governo: 3 persone si sono tuffate in acqua, altre hanno rifiutato il cibo. Il capitano della Humanity 1 non intende ripartire

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Sale la tensione attorno alle due navi ong cariche di migranti presenti al porto di Catania e sospese tra il decreto interministeriale che ha imposto lo “sbarco selettivo” dei soggetti fragili (in larga misura donne e minori non accompagnati, ma anche uomini con problemi di salute), e le reazioni provenienti direttamente dal personale a bordo delle imbarcazioni e dai migranti.

Sono più di 100 i soggetti fatti sbarcare dalla ong Humanity 1 (una trentina quelli rimasti a bordo) e oltre 300 quelli fatti arrivare a terra dalla Geo Barents di Medici senza Frontiere (a bordo ancora più di 200 persone). Stando a quello che riporta il Corriere della Sera, alcuni dei migranti a bordo della prima nave avrebbero iniziato a rifiutare il cibo, mentre 3 che si trovavano sulla seconda si sono buttati in acqua e hanno raggiunto il molo, dove sono stati circondati da forze dell’ordine e ambulanze.

Tensioni anche sul piano legale della delicata questione: gli avvocati della ong Humanity 1 hanno annunciato ricorso contro il decreto sullo sbarco selettivo, considerato illegittimo: una decisione che potrebbe ora prolungare la fase di stallo in attesa che i giudici del tribunale amministrativo si esprimano. Intanto, però, il Governo ha già intimato al personale della nave di lasciare il porto con i migranti rimasti a bordo, ma il capitano della nave si è rifiutato di eseguire l’ordine. Un’opposizione che potrebbe costare caro alla ong, che rischia una sanzione di 50.000 euro.

In acque internazionali, ma a poca distanza dalle acque italiane, sarebbero inoltre presenti, in attesa di indicazioni, ulteriori barche impegnate nelle attività di salvataggio dei migranti. A terra, invece, nella zona del porto, un gruppo di attivisti ha annunciato un presidio permanente per manifestare contro le decisioni del Governo.

Nel 2022, 43.796 migranti sono partiti dalla Libia per poi sbarcare in Italia. Di questi, 9.713 (22%) sono stati portati da navi ong. E’ quanto si apprende da un grafico presentato oggi dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, in visita alla sede centrale operativa della Guardia costiera, e rilanciato dall’Ansa. Il flusso totale di chi è partito dalla Libia è pari a 62.596 persone; di queste, 18.800 (pari al 31%) sono state riportate indietro. Altri 24.666 migranti sono partiti dalla Tunisia: 86 quelli messi in salvo dalle ong. Ulteriori 16.118 migranti sono sbarcati in Italia dopo essere partiti dal Mediterraneo orientale.

(Foto di copertina dalla pagina Facebook di Aboubakar Soumahoro) 

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