Dichiarazioni sorprendenti e una conferma rispetto ad alcuni dubbi sul posizionamento politico di chi fino a poche ore fa ricopriva due delle cariche più importanti in Regione. Questi i due spunti che arrivano dalla reazione a caldo di Attilio Fontana, governatore lombardo, alle dimissioni annunciate questa mattina dal vicepresidente e assessore al Welfare Letizia Moratti.
«E’ chiaro che guarda verso sinistra e non da oggi – fa sapere Fontana da Roma, dove ha preso parte ad una serie di incontri sul tema dell’Autonomia – E’ sorprendente che l’assessore al Welfare dichiari oggi che l’azione della giunta non sia sufficiente. Ne fa parte da un anno e mezzo e non mi pare che abbia sollevato mai problemi».
Fontana ha poi rivendicato la bontà del lavoro svolto nei mesi più difficili del covid, sottolineando l’esigenza di proseguire sulla stessa strada. Da qui la decisione, già presa, circa il sostituito di Moratti al Welfare. Si tratta di Guido Bertolaso, già protagonista della campagna vaccinale in Lombardia e «profondo conoscitore della macchina operativa della sanità lombarda», ha aggiunto il governatore.
Pioggia di critiche e richieste di dimissioni per Fontana dalle opposizioni regionali. «La farsa è terminata – commenta con una nota il capogruppo lombardo dei 5 Stelle Nicola Di Marco – Letizia Moratti, chiamata a salvare il centrodestra dai disastri del duo Fontana-Gallera e dall’incapacità di gestire la pandemia, se ne va sbattendo la porta, certificando il fallimento di questa giunta».
Per il segretario regionale del Pd, Vinicio Peluffo, «si è rotto il patto tra quei partiti che avevano formato non una coalizione, ma un cartello elettorale. Una compagine politica inaffidabile, incapace di vere azioni a favore dei cittadini».
Sulla stessa linea il commento di Michele Usuelli, di +Europa: «Dove è il senso di responsabilità nei confronti dei cittadini? Più dell’80% del budget di Regione Lombardia è spesa sociosanitaria. In quasi 5 anni abbiamo assistito al cambio di 3 direttore generali della Sanità, e dopo Gallera e Moratti ora attendiamo il terzo assessore alla sanità».
Rilanciano sul fallimento della giunta Fontana anche i coordinatori regionali di Italia Viva, Maria Chiara Gadda e Mauro Del Barbo, descrivendo un centrodestra litigioso a tutti i livelli, condizione che avrebbe trasformato la Lombardia in moneta di scambio: «Tutte ragioni che mostrano la necessità di mettere in campo con ancora maggior determinazione il progetto del terzo polo, che proprio dai lombardi ha ottenuto grande consenso».
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