Varese | 13 Ottobre 2022

Rapina e pestaggio violento, due condanne

Vittima, nel giugno 2021, un pizzaiolo 53enne massacrato di pugni e calci e poi derubato in zona stazioni a Varese. Il verdetto dei giudici: 5 anni e 4 mesi a un 44enne, 4 anni e 3 mesi alla complice

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Partecipò al violento pestaggio di un pizzaiolo genovese, colpendolo al volto con un tirapugni e rubandogli una banconota da 50 euro, in zona stazioni a Varese. Una follia costata caro ad un 44enne, già noto alle forze dell’ordine e già in carcere per altri reati. 

Il collegio del Tribunale di piazza Cacciatori delle Alpi lo ha condannato questa mattina, per rapina e lesioni aggravate, a 5 anni e 4 mesi di reclusione. Pena rilevante anche per la donna – una 41enne – che si trovava con lui la sera dei fatti, avvenuti nel giugno dello scorso anno: 3 anni e 4 mesi di reclusione. 

Il contesto in cui si è svolta la vicenda è tristemente noto ai varesini. Lo ha sottolineato il pubblico ministero Lorenzo Dalla Palma all’inizio della sua requisitoria, prima di passare alle richieste di condanna: 7 anni e 6 mesi per l’uomo, 4 anni e 3 mesi per la complice. Un contesto che «raccoglie soggetti che vivono ai margini della società, e dove avvengono atti di violenza di cui spesso non comprendiamo le ragioni». 

Il pizzaiolo, 53 anni, tutte le domeniche rientrava in Liguria, dopo aver finito di lavorare. Per questo passava spesso dalla stazione. Ed è lì che incontra la donna, oggi condannata; che due giorni prima del pestaggio gli si era avvicinata chiedendo delle sigarette. Parlano, si scambiano i numeri di cellulare. Quarantotto ore dopo si danno appuntamento in un locale di via Como per bere una birra.

Lì, stando alla ricostruzione dell’accusa, la donna si presenta in compagnia di altre persone. E ad un certo punto si avvicina anche il 44enne, che chiede il cellulare dell’uomo per fare una chiamata, ma poi, con la tensione già alle stelle per ragioni che non sono state mai chiarite, scaraventa l’apparecchio contro il muro, prima di colpire al volto il legittimo proprietario. Il 53enne viene circondato e riempito di calci e pugni. «Una persona che alla fine è devastata in volto – ha aggiunto il pm – con il setto nasale fratturato e lesioni poi giudicate guaribili in 25 giorni». 

Quando l’uomo riesce ad allontanarsi, chiama la polizia, che giunta sul posto, dopo aver richiesto l’intervento di una ambulanza, si concentra sui responsabili dell’atto. Il 44enne viene trovato in un pub, poco distante dalla stazione. Ha addosso un tirapugni e una banconota insanguinata. La 41enne è sul luogo del pestaggio, ha il bancomat della persona aggredita e derubata; e lo consegna agli agenti. 

«Ha collaborato, è rimasta dov’era e inoltre la persona offesa non è stata in grado di chiarire dove fosse esattamente la donna al momento della rapina», ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Jennifer Brancè, chiedendo l’assoluzione. Anche l’avvocato Fabio Fiore, difensore del coimputato, ha elencato una serie di elementi a suo dire contraddittori rispetto alla prova della colpevolezza del suo assistito, chiedendo a sua volta l’assoluzione per il reato di rapina: fu un pestaggio con diversi soggetti coinvolti, la persona offesa ricorda chi le ha sferrato il primo colpo, non chi l’ha ridotta a una maschera di sangue; sangue che non era presente sui vestiti dell’imputato, il quale non portava addosso alcun segno di una recente colluttazione. E la banconota che aveva in tasca? «Potrebbe averla trovata per terra, lungo il tragitto per arrivare al bar – ha affermato il legale – piegandosi a raccoglierla. Anche perché non lavorava, era senza fissa dimora e quei soldi gli avrebbero fatto comodo».Tutte tesi che, però, non hanno convinto i giudici. 

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com