Luino | 10 Ottobre 2022

Luino, «Smart Border non è un progetto armonioso. Rivedere tattica e strategia»

Continua il botta e risposta fra il consigliere Artoni e la maggioranza, con l’avvocato che ribatte all’intervento dell’assessora Porfiri: «Si nasconde idea fallimentare dietro a visione utopistica»

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Continua a tenere banco, tra gli scranni di Palazzo Serbelloni, il tema del progetto Smart Border, nello specifico quello legato alle criticità del parcheggio realizzato nell’area delle Ex Parigine evidenziate più volte in questi ultimi mesi dal consigliere comunale Furio Artoni.

A replicare alla risposta data dall’assessora ai Trasporti Francesca Porfiri e pubblicata sulle nostre pagine negli scorsi giorni, è, ancora una volta, lo stesso capogruppo di “Azione Civica per Luino e frazioni”, fautore dell’interrogazione presentata durante lo scorso consiglio comunale.

«Dopo aver letto l’intervento dell’assessore esterno del Comune di Luino, sono restato a dir poco perplesso – afferma l’avvocato – Ma come, eravamo in consiglio comunale a discutere di Smart Border, vengono lette dieci pagine di risposte (tra l’altro insoddisfacenti) e poi si scrive sul giornale che si vuole rispondere? Ma le sedute pubbliche del consiglio comunale hanno solo una funzione di scambio di convenevoli? Se questo intervento sulla stampa fosse stato riportato in consiglio, qualche risposta diretta l’avrei data, e non per fare cattiva informazione, ma per aiutare i cittadini luinesi a vivere meglio».

«Che si tratti di un progetto complesso non lo metto in dubbio, – prosegue Artoni entrando nel merito della questione – ma non si prenda in giro la gente, e quindi anche il sottoscritto, dicendo che questo è un “piccolo passo per l’uomo e un grande passo per l’umanità”. Non è così. Tutti siamo d’accordo sulla necessità di un futuro che sia in armonia con la natura. Ma questo Smart Border è tutto tranne che un progetto armonioso».

«Mi si dice che è un progetto di “grande portata”, ma l’impressione che mi è stata data – sostiene – è quella di nascondere un’idea fallimentare dietro una grande visione utopistica, bellissima, ma che non c’entra nulla con Smart Border. I frontalieri non si servono di tale parcheggio (anche se mi si dice che non è solo un parcheggio), le ferrovie svizzere non dimostrano di avere alcun coordinamento con gli orari di lavoro dei frontalieri, i disabili sono in condizioni di estremo disagio nell’usare tali aree. C’è poi un ossicino che mi si è conficcato in gola: le spese per la pubblicità di questo progetto a quanto ammontano e quali sono le aziende coinvolte?», domanda il consigliere anticipando che proprio questo sarà il tema della sua prossima interrogazione.

«La pubblicità di questo progetto ha coinvolto le scuole elementari, ma, come ho già detto in consiglio comunale, i bambini delle elementari non sono interessati a parcheggiare le loro auto a pedali nello Smart Border. Però giustamente mi si dice che il progetto è più ampio, quindi evidentemente si vuole già educare i bambini, quando saranno automobilisti, a servirsi del parcheggio, si tratterà di aspettare solo una decina di anni… Intanto però – chiosa Artoni – i progetti per l’educazione stradale nell’area ex Diana non ci sono ed è stata bocciata l’iniziativa del mio gruppo per  creare lì un’area di parcheggio. Quindi non si può nemmeno parlare dell’ingorgo a Luino per i lavori in corso e dei disagi ai lavoratori».

Se il punto è cambiare lo stile di vita, anche attraverso questo progetto, continua ancora l’avvocato, «sono convinto che sia necessario rivedere la tattica e la strategia».

«Mi si consenta una ulteriore considerazione sui bus turistici, misteriosamente comparsi nel parcheggio dopo la mia interrogazione: prima non sono mai entrati, – afferma – adesso compaiono su foto eseguite dalla maggioranza. Vedremo se i mercoledì parcheggeranno lì e con quali conseguenze… E potremmo andare avanti. Ma anziché cercare di affrontare i problemi che evidentemente ci sono, si attacca il consigliere di minoranza che modestamente fa solo il suo dovere».

«Infine non ho apprezzato la chiusura dell’intervento di quello che dovrebbe essere un componente tecnico e non politico: “un progetto non facile da capire” e poi si chiude con “che non si ritorni ad avanzare sulle stesse posizioni”. In primo luogo il progetto è facilissimo da capire, sin troppo, mi si spieghi la parte che non è facile da capire… In secondo luogo l’uso di questo ossimoro “che non si ritorni ad avanzare sulle stesse posizioni”. Non è una bella frase. Significa che ai consiglieri è vietato fare domande scomode o presentare progetti non graditi alla maggioranza? Ho già sentito nell’aula consiliare da parte di questa maggioranza usare espressioni che volevano togliere al sottoscritto il diritto di presentare progetti o idee. Non mi piace questa linea che ha assunto la maggioranza – conclude Artoni – e sono sempre più convinto che questi atteggiamenti sprezzanti del confronto portino agli ingorghi, e non solo del traffico stradale».

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