(Foto askanews) Il 25 settembre l’elettorato svizzero vota su una nuova riforma dell’assicurazione vecchiaia e superstiti (AVS), che prevede anche l’innalzamento dell’età di pensionamento per le donne da 64 a 65 anni, al pari degli uomini. Si tratta del ventiquattresimo scrutinio federale legato a questa assicurazione da quando è entrata in vigore, più di 70 anni fa.
L’insistenza del Governo e della maggioranza della destra del Parlamento nel voler alzare l’età della pensione per le donne – riporta Swissinfo, testata della radiotelevisione svizzera – è motivata dalla situazione problematica in cui rischiano di trovarsi le finanze dell’AVS. Con l’invecchiamento della popolazione, le persone attive non sono abbastanza numerose per pagare le rendite di chi è in pensione.
Secondo le stime della Confederazione, l’assicurazione vecchiaia sarà deficitaria a partire dal 2029. Le autorità devono quindi trovare in fretta il modo di rimpolpare le casse, per permettere all’AVS di svolgere il suo ruolo. La votazione del 25 settembre è accompagnata anche dalla proposta di aumentare l’imposta sul valore aggiunto (IVA) per finanziare l’AVS. Le casse dell’assicurazione per la vecchiaia sono da tempo al centro di un’intensa battaglia politica.
Moltissime iniziative sono state depositate negli ultimi 20 anni per estendere le fonti di finanziamento. Sono state tutte respinte. Il Partito ecologista svizzero (sinistra) ha proposto di tassare le energie non rinnovabili mentre l’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice) di utilizzare le riserve d’oro in eccedenza della Banca nazionale. La sinistra ha poi chiesto di introdurre una nuova tassa sulle successioni.
Dato che le ultime revisioni dell’AVS e le proposte di finanziamento alternativo hanno fallito alle urne, le autorità hanno elaborato una soluzione a corto termine affinché i conti dell’assicurazione per la vecchiaia restino positivi fino al 2031. Sperano di convincere il popolo che posticipare l’età di pensionamento per le donne da 64 a 65 anni e aumentare l’IVA, come previsto dal progetto “AVS21”, siano due passi nella giusta direzione.
Tuttavia – conclude l’articolo di Swissinfo – una riforma più in profondità del funzionamento dell’AVS e dell’insieme del sistema pensionistico sembra inevitabile per garantire rendite dignitose sul lungo termine. È proprio questo che chiedono la sinistra e i sindacati che hanno lanciato il referendum contro “AVS21”. Rifiutano una soluzione sul corto termine a loro avviso che penalizza le donne e chi percepisce redditi bassi ed esigono che il meccanismo dei tre pilastri sia rimesso in causa nel suo insieme con l’introduzione di nuove fonti di finanziamento. Ancora una volta sarà il popolo a decidere, il 25 settembre.
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