Germignaga | 27 Agosto 2022

“Germignaga, ricordi dal passato”: al bar con flipper e juke-box

Quando le serate in compagnia erano scandite dalle sfide al "bigliardino elettrico" e dai balli sui 45 giri. Nascita e tramonto di due simboli che hanno rivoluzionato anche il linguaggio comune

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(A cura di Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato“) Se per i giovani nati dopo l’anno 2000, questi aggeggi risulteranno pressoché sconosciuti (vedi foto di copertina, ndr), per i più “datati” con la chioma ormai brizzolata oppure addirittura bianca sono certamente familiari.

A partire dalla metà degli anni ’60 e almeno fino alla metà degli anni ’90 anche nei principali bar e circoli di Germignaga non mancavano certo flipper e juke-box ad allietare le calde serate estive all’aperto o all’interno in quelle più rigide invernali.

Vicino al primo, chiamato anche bigliardino elettrico, inserendo nell’apposita fessura una moneta oppure uno dei gettoni della ditta Garzotto (come quello che si vede nel collage fotografico), un noto distributore luinese e riparatore dell’epoca di queste apparecchiature, la partita poteva incominciare.
Spesso si formavano dei capannelli di persone che osservavano il giocatore scagliare la biglia rilasciata da un pistone a molla nelle zone in cui il totalizzatore maggiormente incrementava il punteggio.

Alcuni ostacoli elettromagnetici presenti nel piano inclinato di gioco respingevano con forza la sfera d’acciaio verso altri, oppure verso il basso e si doveva impedire con l’ausilio di due “alette”, comandate da pulsanti laterali, la caduta della sfera nella parte centrale, in quanto avrebbe causato la fine del gioco. Per ogni partita si potevano effettuare, a seconda dei modelli, da 3 a 5 lanci e il punteggio finale era quello complessivo accumulato all’esaurimento delle biglie a disposizione.

Il giocatore spesso cercava di correggere le traiettorie dando delle spinte al flipper quando la sfera rimbalzava da un ostacolo all’altro. Questo causava a volte delle esilaranti contorsioni del giocatore, altre il blocco improvviso della partita. L’arresto avveniva quando gli scossoni erano troppo accentuati o violenti, provocando il così detto “tilt” termine poi entrato nel lessico quotidiano per indicare quando un apparecchio tecnologico di vario genere improvvisamente smette di funzionare, oppure una persona perde il proprio controllo e va in crisi.

Più divertente o romantico l’approccio con il Juke-box, un apparecchio automatico di diffusione sonora in cui erano contenuti un certo numero di dischi in vinile a 45 giri . Anche in questo caso, dopo aver introdotto la moneta o un gettone, si poteva selezionare sulla tastiera il brano prescelto e ascoltarlo. Potevano così partire nei pressi del juke-box i moderni balli rock o appassionati lenti guancia a guancia e, alternandosi più persone nelle selezioni, si poteva trascorrere diverse ore in piacevole compagnia. Divertente era anche osservare il meccanismo di ricerca del disco, presa e posizionamento sul piatto con il braccio e la puntina (quante cose da conoscere per i nuovi giovani…) che spesso era visibile nella parte superiore del juke-box.

Quando iniziò a prendere piede la manifestazione canora chiamata “Festivalbar” in cui la canzone vincitrice veniva proclamata dal rilevamento complessivo delle selezioni effettuate durante il periodo estivo (grazie ad un apposito congegno installato in diversi juke-box), il successo di questi apparecchi cominciò a crescere così come l’ascolto più volte ripetuto dei brani più apprezzati. Pure in questo caso, i termini “gettonare” e “gettonato” tutt’ora utilizzati per indicare qualcosa di molto apprezzato e gradito, hanno origine da questi obsoleti apparecchi. Infatti come spesso accade, nel breve volgere di qualche decennio flipper e juke-box cominciarono a sparire soppiantati dai più dannosi videopoker e slot-machine di vario genere. Ora però sono ricercatissimi dagli appassionati di modernariato e spesso utilizzati come elementi di arredo in negozi e abitazioni.

Sicuramente meno fortuna è toccata ai vecchi gettoni, eppure credo che se andrete ad aprire quel cassetto del vecchio armadio che anni fa avete spostato in cantina, fra mille altre cose rimaste racchiuse lì dentro, magari ne ritroverete qualcuno. E appena il gettone tornerà fra le vostre mani, vi sembrerà di tornare ad avere i capelli neri, pantaloni a “zampa di elefante” ed un fisico slanciato o una riccia chioma bionda accentuata dalla permanente e due labbra color rosso fuoco con indosso un’audace minigonna…OK sono andato in TILT! Alla prossima.

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