(A cura di Mario Chiodetti, dal sito www.varesenoi.it) «Nanni ciao. Hai sempre detto: “Non credo nella nostalgia, ma credo nella memoria”. Ti ricordiamo e vogliamo che ti ricordino!». Parole che Dina Gianoni Svampa ha voluto condividere, nel sito associazionenannisvampa.it con chi ha voluto bene al grande chansonnier della Milano che fu, scomparso a 79 anni il 26 agosto del 2017.
Un lustro senza “il Nanni”, una personalità dirompente, nato Giovanni Battista Ferdinando Maria il 28 febbraio 1938 in via Ponchielli a Milano, dove il nonno Ferdinando Cerutti aveva casa e uffici della ditta di costruzioni, un carattere fiero e libero, a tratti spigoloso, e una personalità artistica multiforme di cantante, attore, scrittore e formidabile organizzatore teatrale.
Svampa è stato la voce di Milano, il depositario delle tradizioni popolari, dei canti d’osteria, delle storie della povera gente delle case di ringhiera, il difensore della barzelletta, ma anche il colto traduttore delle canzoni di Georges Brassens, in dialetto milanese e in italiano, l’autore dei testi degli spettacoli dei Gufi e del trio con Lino Patruno e Franca Mazzola, il collaboratore del drammaturgo Luigi Lunari, il talent scout di giovani seguaci e l’implacabile regista dei suoi spettacoli dal vivo, one man show in cui supervisionava ogni dettaglio, dai movimenti di scena, alle luci ai microfoni.
«Mi manca moltissimo la sua compagnia, il suo affetto. C’era molto feeling tra noi, anche dopo 60 anni di vita insieme. Lui aveva sempre nuove idee, e lo ricorderemo, il prossimo ottobre, proprio all’Università Bocconi dove si era laureato, inaugurando un suo progetto, la laurea “Humoris causa”, da assegnare ogni anno a un artista. Ci saranno ospiti come Flavio Oreglio ed Enrico Intra, e il riconoscimento andrà a Cristiano Militello, l’inviato di “Striscia la notizia”», ricorda Dina Svampa, che vive nella casa di Porto Valtravaglia dove, nella “Stanza del Vescovo”, è custodito l’archivio di Nanni.
«Lì ho ritrovato due vecchi nastri, che ho fatto riversare in dvd: nel primo c’è il “Concerto per Milano e archi” fatto con un’orchestra classica, e nel secondo un’ospitata dei Gufi in una trasmissione di Gianni Minà. L’audio è buono, sono documenti inediti».
Per Francesco Pellicini, cabarettista, autore e regista, Nanni Svampa è stato la persona che gli ha aperto la via verso lo spettacolo. «Gli devo la carriera, se faccio questo mestiere invece dell’avvocato è merito suo. Ciò che mi manca è la sua qualità nel lavoro, la maestria nello stare in scena, dettata dall’esperienza e da una straordinaria capacità di intrattenitore. Era un grande professionista, artista sul palco e nella vita privata, è stato il miglior manager di sé stesso. Mi manca la sua pacca sulla spalla, ma anche la sua critica. Quando mi mandò “a scuola” dal Gufo Roberto Brivio, alla fine mi disse: “Ti ho mandato da Brivio e hai preso tutti i suoi difetti”. Quando ero giù di morale e non sapevo che fare, prendevo il motorino e andavo da lui a Porto, era come un padre, mi voleva bene, e il mio rammarico è che non mi ha potuto vedere sul palco oggi che sono maturato come artista». Pellicini ricorderà Svampa il 9 settembre prossimo a Baveno, con lo spettacolo “Ciao Nanni”.
L’autore della “Milanese”, antologia della canzone lombarda uscita in dischi per la Durium, della straordinaria raccolta di canzoni popolari “La mia morosa cara”, l’attore cinematografico e televisivo, è stato omaggiato di una prima completa biografia, scritta dal giornalista Michele Sancisi, intitolata “Il mondo di Nanni Svampa. Vita, morte e miracoli di un cantastorie”, pubblicata da Sagoma Editore, ma anche da “Che bello”, un piccolo libro realizzato a mano da GaEle di Cuvio, con uno scritto di Dina Svampa, il testo dell’omonima canzone di Svampa – Patruno e un ricordo di chi scrive.
Anche Flavio Oreglio, cabarettista e storico del cabaret, pianista e chitarrista, nonché biologo, arrivato alla notorietà con il tormentone del “momento catartico” a “Zelig”, deve molto a Nanni Svampa.
«Mi ha fatto lo scherzo di andarsene proprio il 26 agosto, il giorno del mio compleanno! Con Nanni era nato un feeling umano e artistico incredibile. Nel dicembre 1988 mi accettò nella sua agenzia “Ganivel”, ma soltanto nel giugno successivo, quando avevo perso le speranze, si fece vivo con una telefonata: “Sono Nanni, incominciamo a lavorare”. Da lì è stato un crescendo, abbiamo fatto spettacoli in Italia e all’estero, sul lavoro era rigidissimo, da lui ho imparato il metodo. Era burbero ma di una grande generosità, diceva sempre quello che pensava, se una cosa non gli andava a genio non aveva problemi a fartelo capire. Nel 1995 presentò il mio disco “Burlando furioso”, spesso mi invitava a Porto Valtravaglia dove preparava la sua specialità, il risotto al barolo. Gli ho dedicato il mio libro “L’arte ribelle”, sulla storia del cabaret e lo ricordo anche nel cd che uscirà tra poco, “MM – Montmartre Milano”, dove canto un brano che lui tradusse in milanese da Brassens».
Oreglio sarà a Varese in settembre per quattro appuntamenti sulla storia del cabaret al “Tu mi turbi” di via De Cristoforis, dove darà voce al materiale dell’Archivio Storico del Cabaret Italiano da lui promosso, con sede a Peschiera Borromeo. «Naturalmente parlerò di Nanni, un maestro e un amico indimenticabile».
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