La rivoluzione che AlpTransit porterà a Luino, in termini di viabilità e non solo, al di là delle perplessità e delle critiche (anche dure) sollevate in questi ultimi anni, è però anche una possibilità in più per immaginare un nuovo volto della cittadina lacustre.
E una delle aree che potranno cambiare faccia – dopo i lavori che porteranno alla realizzazione del sottopasso in via Cairoli e alla soppressione del passaggio a livello di via Voldomino – sarà quella di piazza Risorgimento, fra la piazza stessa, dove si trova il monumento ai Caduti, il Parco Ferrini e Villa Hussy, che ospita la biblioteca.
L’obiettivo di Palazzo Serbelloni è quello di rendere questo spazio pubblico più attrattivo e accogliente, ridisegnandolo come “un grande cuore verde” dotato, da un lato, di un’alta qualità ambientale, paesaggistica e architettonica e, dall’altro, della flessibilità necessaria a rispondere alle varie esigenze della cittadinanza, dagli eventi al mercato settimanale del mercoledì.
Per far questo, il Comune ha scelto di utilizzare un finanziamento statale per acquisire, attraverso un concorso, proposte progettuali in grado di corrispondere a quanto l’amministrazione desidera realizzare, in base alle linee guida contenute nel Documento di Indirizzo approvato dalla Giunta lo scorso 8 agosto.
«Intendiamo riqualificare l’ambito facendone un nodo della rete ecologica comunale, seguendo l’idea di avere uno spazio pubblico di qualità ed ecologicamente efficace che unisca le tre aree integrandole fra loro – spiega l’assessora Francesca Porfiri – Con la costruzione del nuovo sottopasso, piazza Risorgimento avrà una viabilità differente che vogliamo sviluppare in una chiave maggiormente lenta e ciclopedonale».
Certo, la sua riconfigurazione conserverà il carattere simbolico legato alla presenza del monumento ai Caduti, ma si punterà a ricomporre lo spazio pubblico tenendo conto sia del nuovo assetto viabilistico e delle conseguenti esigenze della circolazione sia proponendo percorsi pedonali “accoglienti e qualificati” e conferendo alla piazza quella flessibilità citata poco sopra.
La linea da seguire per quanto riguarda il parco di Villa Hussy, invece, mira alla sua riqualificazione come giardino sì, di una villa Liberty, ma rivisto rispetto agli usi attuali di una struttura pubblica qual è la biblioteca: per le attività culturali, dunque, ma anche formative ed educative per piccoli gruppi, così come per un utilizzo come sala di lettura all’aperto o l’inserimento di un’area gioco protetta per bambini.
E il Parco Ferrini che, dopo la tragedia di piazza San Carlo avvenuta a Torino nel 2017 e le conseguenti direttive del Ministero dell’Interno relative all’organizzazione degli eventi, non ha potuto più essere utilizzato come lo era stato per molti anni, potrà finalmente tornare a essere anche teatro di manifestazioni: «Vorremmo trovare una soluzione per integrarlo il più possibile in questo spazio pubblico – prosegue Porfiri – Andando a sistemare e a riqualificare l’anfiteatro per renderlo atto a un uso molteplice, per spettacoli di ogni tipo, ma anche per le scuole, con lo scopo di dare ai giovani e a tutti i cittadini uno spazio in cui potersi incontrare e socializzare».
«È un aspetto sul quale stiamo ragionando da quando ci siamo insediati – afferma dal canto suo l’assessora alla Cultura Serena Botta – Abbiamo deciso di valutare le cose nel loro insieme, per evitare operazioni che finiscano per essere “cattedrali nel deserto”, e di fare questa manifestazione di interesse con l’intento di ricreare e rivedere tutta quell’area dando delle definizioni precise agli spazi, in maniera coordinata».
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