A pochi giorni dall’annuncio dell’uscita del deputato maccagnese Niccolò Invidia dal Movimento 5 Stelle, con il quale si è posto ancora di più in aperta polemica dopo la decisione di far cadere il Governo Draghi, a commentare la sua decisione è l’attivista luinese Gianfranco Cipriano.
«Come storico attivista del nord della provincia, mi sento in dovere di salutare l’uscita dal M5S di Niccolò Invidia. A dire il vero – dichiara – sentendo anche i pareri della politica locale in aggiunta al mio report dall’interno, non è che se ne sentirà proprio la mancanza, anche perché non c’è traccia di particolari interventi dedicati al territorio».
«Sentendo poi il polso di diversi attivisti, – prosegue Cipriano – la scelta di lasciare ora pare quantomeno bizzarra e poco geniale: in primis perché semmai avrebbe avuto senso abbandonare il MoVimento perché si stava allontanando dai principi e obiettivi iniziali, anziché il contrario, ma in secondo luogo anche perché a fine legislatura, oltre a prender pesci in faccia dai suoi elettori, microscopica è la possibilità di trovare un’altra poltrona per il futuro».
«Questa ennesima esperienza, – chiosa l’attivista luinese – dimostra che resta fondamentale il controllo degli eletti da parte della base degli elettori, quanto il vincolo di mandato, due battaglie aperte dal MoVimento ma ancora senza vittoria. Troppi signor nessuno, sono partiti carichi di promesse poi disattese dopo essere entrati nei palazzi. Quando è mancato Gianroberto Casaleggio il M5S ha man mano perso il controllo dei propri uomini, dei loro rendiconti e di tutto ciò che era utile a tenere la politica incollata ai cittadini e non alla poltrona».
«Non resta comunque che augurargli un in bocca al lupo per le esperienze future, archiviando reciprocamente (come da lui richiesto), l’associazione tra il nome del deputato e il Movimento che fino ad oggi gli ha cambiato la vita credendo in lui», conclude Cipriano.
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