Le torture, le minacce e le percosse fra gli alberi, una vera e propria guerra per il controllo del territorio di spaccio: è questo lo scenario che, negli scorsi giorni, ha portato all’arresto di tre uomini di nazionalità marocchina, responsabili di questi episodi avvenuti nelle località boschive dell’alto Varesotto, fra Casalzuigno e Duno, nelle scorse settimane.
A segnalare la presenza degli spacciatori nei boschi della zona, indirizzando così anche le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Luino, sono stati anche diversi cittadini della zona: un aiuto sempre fondamentale per i militari dell’Arma che si trovano di fronte, da anni, a un traffico di droga tanto diffuso quanto assai frammentato tra Valcuvia e Valganna.
E dopo gli arresti effettuati dai militari dell’Arma, un’altra componente importante della comunità locale si è rimboccata le maniche per intervenire sul territorio: i volontari della Protezione civile di Casalzuigno.
Alcuni di loro, come evidenziato dall’amministrazione comunale, si sono recati nelle aree occupate in precedenza dagli spacciatori per ripulirle e restituirle alla cittadinanza: svariati i rifiuti e gli oggetti ritrovati nei vari bivacchi disseminati nel bosco, tra cui anche parecchie coperte e indumenti, tutti quanti raccolti e poi debitamente conferiti.
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