Giunta ormai al termine la settimana dedicata all’esercitazione transfrontaliera “Odescalchi 2022” – che ha visto Luino e Maccagno con Pino e Veddasca quali centri nevralgici delle diverse attività effettuate dagli eserciti italiano e svizzero, dagli operatori della Protezione civile regionale, provinciale, comunale e dei tecnici del COAV-Comunità Montana Valli del Verbano – a tracciare un primo bilancio di quanto avvenuto in questi giorni è il sindaco della cittadina lacustre, Enrico Bianchi.
«L’Italia è uno dei Paesi europei maggiormente colpiti da disastri naturali: i cambiamenti climatici in atto, purtroppo, aggravano ulteriormente una situazione di fragilità rendendo sempre più frequenti eventi estremi quali alluvioni, frane, lunghi periodi di siccità accompagnati da elevato rischio di incendi boschivi. Il sindaco – spiega il primo cittadino – è il primo responsabile della protezione civile e il Comune è tenuto a fornire la prima risposta all’emergenza, qualsiasi sia la natura del fenomeno calamitoso. Risulta quindi fondamentale e strategica la funzione del COC e la collaborazione del Comune con il sistema della Protezione civile, con le forze armate e con tutte le strutture operative che gestiscono le emergenze».
Grazie alle simulazioni di scenari catastrofici quali incendi, frane e incidenti ferroviari che hanno reso necessario – in via del tutto immaginaria – soccorrere e supportare la popolazione via lago, «l’esercitazione “Odescalchi” ci ha messo di fronte, concretamente, alla sperimentazione della collaborazione tra forze diverse. Non solo, – aggiunge Bianchi – ma ci ha ulteriormente sensibilizzati circa la necessità di pianificare e programmare con attenzione le misure preventive di “contenimento” di eventi estremi».
Dal primo cittadino di Luino viene infine un ringraziamento all’Esercito, alle forze svizzere, ai vigili del fuoco, alla Protezione civile e alla Polizia locale «per l’esperienza importante che ha coinvolto il Luinese unendoci tutti nel superiore interesse della tutela delle nostre comunità e dei nostri territori».
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