Germignaga | 14 Giugno 2022

Estate a Germignaga, appello per bagni e tuffi in sicurezza: «Il lago spesso non perdona»

Richiamo alla responsabilità per cittadini e turisti dal sindaco Fazio: «Evitate la foce del Tresa». Ricerca dell'Iss sulle morti per annegamento, numeri e consigli. Bambini osservati speciali

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Con le giornate in riva al lago e in acqua, tornano i rischi connessi alla sicurezza, una questione spesso messa da parte –  con relativi e fondamentali accorgimenti – davanti alla prospettiva di concedersi un tuffo o un bagno.

Il primo messaggio di sensibilizzazione, a questo proposito, è arrivato a margine dell’ultimo weekend dal sindaco di Germignaga, Marco Fazio, che in una nota ha messo in guardia cittadini e turisti rispetto ai rischi che riguardano la balneazione nella zona alla foce del Tresa.

Diverse persone, durante il fine settimana, hanno approfittato del primo caldo estivo per godersi il lago dall’isolotto situato in prossimità del Boschetto, dove un cartello scritto in cinque lingue – italiano, inglese, tedesco, francese e arabo – mette in guardia dalla balneazione pericolosa, provocata da correnti e instabilità dei fondali. «Rinnovo l’invito ad evitare quell’area – è il messaggio del primo cittadino, che ha inoltre ricordato la tragedia avvenuta a Ferragosto 2020, con l’annegamento di una tredicenne – e esorto le persone a segnalare il pericolo. Molti non sono di queste zone e non sanno che il lago troppo spesso non perdona».

Proprio al tema delle morti da annegamento è dedicata una recente ricerca dell’Istituto Superiore di Sanità, rilanciata dal Corriere della Sera, con numeri che fanno riflettere: oltre 300 i casi di annegamento ogni anno; più di 2.000 casi in 5 anni, con esito mortale per il 58% dei soggetti coinvolti. Dove sonno avvenuti i decessi? Per il 50% dei casi in mare; per il 41% in fiumi e laghi e per l’8% in piscina. Le cause? Principalmente malori improvvisi, poi sventatezza e, infine, incapacità di nuotare.

Osservati speciali, ovviamente, i bambini. Soprattutto quelli da 0 a 5 anni. Fino a 3-4 anni possono manifestare difficoltà a muoversi e mantenersi in equilibrio anche in pochi centimetri di acqua – viene sottolineato dagli esperti citati dal Corriere – e non essere in grado di chiedere aiuto. Quando si trovano in acqua, vanno tenuti sempre sotto controllo, sia a livello visivo che uditivo (il dramma può consumarsi nel giro di pochi minuti) e devono essere sempre accompagnati da un adulto. Tra i consigli utili, anche l’utilizzo di braccioli e l’iscrizione a corsi di nuoto.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com