Il progetto che prevede la trasformazione di piazza Mercato a Cuveglio continua a tenere banco in paese, soprattutto dopo il sit-in di domenica scorsa, quando insieme a Silvano Premoselli, che ha organizzato l’iniziativa facendo rete su Facebook, si sono riuniti circa una cinquantina di cittadini per chiedere all’amministrazione si sospendere l’intervento, senza abbattere i tigli secolari.
A inizio maggio il sindaco Francesco Paglia aveva annunciato tutti i dettagli e oggi il primo cittadino interviene nuovamente per chiarire la situazione dal punto di vista della propria amministrazione comunale. «Per noi è sempre stato chiaro che porre mano alla riqualificazione di piazza Mercato, sebbene lo spazio attualmente non abbia un’identità precisa, avrebbe avuto un impatto particolare sulla cittadinanza, soprattutto per la delicata relazione che intercorre tra innovazione e conservazione».
Per questo motivo la prima attività che è stata posta in essere, prima di qualsiasi ipotesi operativa, è stata, in accordo con la Commissione Lavori Pubblici, il “lancio” di un concorso idee tra la popolazione, le associazioni e i gruppi per raccogliere suggestioni, schizzi e bozze di progetto, che potessero essere di supporto all’ideazione della nuova piazza.
«Questa attività di raccolta indicazioni si è svolta tra il novembre del 2020 e il gennaio del 2021. Sono giunte alcune indicazioni che sono state vagliate, integrate con ulteriori ipotesi di lavoro e raccolte per dar corso ad una prima ipotesi progettuale», prosegue il sindaco Paglia.
A marzo 2021 Regione Lombardia ha pubblicato un bando per la riqualificazione di aree all’interno dei centri storici. «Vista la possibilità di concorrere, grazie anche alla bozza di progetto ormai elaborata, abbiamo deciso di partecipare al bando. Così ad aprile 2021 abbiamo organizzato, presso Casa Coworking, adiacente a piazza Mercato, due giornate di presentazione del progetto. Qualche giorno più tardi – va avanti ancora Paglia – c’è stata anche una riunione con i commercianti».
A seguito di questi incontri, l’amministrazione ha recepito una serie di ulteriori indicazioni tra le quali la richiesta di eliminare il piano sotterraneo previsto dal progetto iniziale. I commercianti, inoltre, in quell’occasione, avevano anche chiesto il mantenimento di un numero di posti auto simile a quello attuale, ed è richiesto il mantenimento per quanto possibile, degli alberi esistenti.
Altri concittadini hanno chiesto, invece, che fossero sostituiti con essenze più idonee alla zona parcheggio poiché questi alberi rilasciano una resina che finisce sulla carrozzeria delle auto, rovinandole. «Come amministrazione – continua ancora il sindaco – abbiamo rassicurato tutti che se fosse stato necessario rimuovere, per ragioni tecniche distributive, gli attuali alberi questi sarebbero sostituiti, in maggior numero, con nuove essenze. Prima di procedere all’elaborazione di un nuovo progetto, però, siamo rimasti in attesa di conoscere i risultati del bando».
Si arriva a marzo 2022, quando Regione Lombardia ha comunicato che il progetto è stato valutato positivamente ed è stato ammesso al finanziamento. Per questa ragione il 2 maggio si è tenuto un altro incontro con la popolazione durante il quale si è fatto il punto della situazione.
«Abbiamo parlato dell’avanzamento della pratica tecnica economica, valutando le criticità relative ai recenti rincari delle materie prime, dei ritardi operativi dovuti al sovraccarico burocratico della macchina pubblica, della difficoltà delle imprese a dare precise risposte relative ai tempi di esecuzione delle opere – dichiara ancora il primo cittadino -. Abbiamo valutato anche le criticità tecniche operative connesse alle attività di riconfigurazione dell’area di Piazza Mercato ed effettuato un’analisi di ulteriori proposte e nuove ipotesi di lavoro».
L’obiettivo di questo incontro e della parte finale del lavoro è stato quello di confezionare un “pacchetto” idee, da consegnare al professionista che sarà incaricato, elemento fondamentale per poter procedere alla progettazione esecutiva. «È sin da ora chiaro che un progetto trova consistenza teorica, tecnica e operativa nel bilanciamento tra due elementi antitetici, ovvero la conservazione e l’innovazione. È evidente che la misura di questo bilanciamento non essendo un dato oggettivo, non potrà per forza di cose essere unanimemente riconosciuto. Ma ricordo che è nell’impianto teorico complessivo di un progetto che si valuta la sua validità, non su aspetti particolari, ma sulla contestualizzazione delle realtà sociale, artistico e culturale, che possono trasformare uno spazio in un luogo a disposizione delle vita della comunità», conclude Paglia.
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