Canton Ticino | 5 Agosto 2025

Ordini di abbattimento in Ticino: il lupo divide, ma la convivenza richiede soluzioni equilibrate

Dopo due ordini di abbattimento emessi a luglio ad Artore e Arosio, WWF e Pro Natura invitano a evitare polarizzazioni e a gestire i casi in modo distinto e proporzionato

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Nel corso del mese di luglio, il Consiglio di Stato del Canton Ticino ha emesso due distinti ordini di abbattimento di lupi in due località: il primo il 17 luglio ad Artore, il secondo il 31 luglio ad Arosio. In entrambi i casi, il provvedimento si basa sull’Ordinanza federale sulla caccia (OPC), che autorizza l’abbattimento in situazioni di rischio concreto per l’incolumità pubblica.

Le principali associazioni ticinesi per la protezione della natura, tra cui WWF e Pro Natura, ribadiscono la centralità della sicurezza delle persone. Quando un lupo mostra comportamenti anormali e potenzialmente pericolosi, oppure oltrepassa le soglie di danno previste dalla legge, un intervento rapido può essere necessario e legittimo. Tuttavia, le due circostanze che hanno condotto agli ordini di tiro si rivelano profondamente diverse nei contenuti e nelle implicazioni.

Nel caso di Arosio, il comportamento del lupo ha sollevato preoccupazioni immediate. L’animale, in pieno giorno, si è avvicinato minacciosamente a una persona in un giardino privato, suscitando allarme tra i residenti. Secondo le associazioni ambientaliste, si tratta di un episodio in cui la decisione di abbattimento risulta giustificata, poiché supportata da riscontri oggettivi di pericolo imminente.

Situazione diversa ad Artore, dove il lupo ha predato alcuni animali domestici non protetti nelle vicinanze delle abitazioni, ma non ha mai mostrato comportamenti aggressivi né è stato avvistato direttamente da residenti. Mancano prove di una sua frequente presenza o di una reale minaccia per la popolazione. In questo contesto, l’ordine di abbattimento risulta controverso, sia dal punto di vista legale che comunicativo.

WWF e Pro Natura sottolineano come un intervento di questo tipo, in assenza di reale pericolo, rischi di alimentare paure infondate e di generare percezioni distorte nella cittadinanza. La gestione di simili episodi, secondo le associazioni, dovrebbe tenere conto della necessità di non amplificare l’ansia pubblica con provvedimenti non proporzionati ai fatti accertati.

Il timore nei confronti del lupo è spesso radicato nella cultura e nella psiche collettiva, ma i dati dimostrano che nella stragrande maggioranza dei casi questi animali non rappresentano un pericolo per l’uomo. Gli incidenti sono estremamente rari, e proprio per questo, le reazioni devono essere fondate su un’analisi razionale piuttosto che sull’emotività.

Il dibattito sul lupo tende oggi ad assumere toni eccessivamente polarizzati, generando tensioni tra allevatori, cittadini e ambientalisti. Eppure, la sua presenza è ormai una realtà consolidata in molte aree del Cantone, dove zone urbane e boschive convivono a stretto contatto. In quest’ottica, la convivenza tra uomo e grande predatore non solo è inevitabile, ma va affrontata attraverso una combinazione di prevenzione, informazione e interventi mirati.

WWF e Pro Natura lanciano infine un appello al dialogo costruttivo tra tutti gli attori coinvolti: autorità, cittadini, allevatori e organizzazioni ambientali. Non tutte le divergenze devono trovare soluzione nelle aule giudiziarie. Solo attraverso l’ascolto reciproco e un approccio trasparente e obiettivo si potrà affrontare con efficacia la sfida della coesistenza con il lupo, nel pieno rispetto degli obblighi di legge e dell’equilibrio tra sicurezza pubblica e tutela della fauna.

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