In linea a quanto sta avvenendo a livello nazionale, anche nel territorio dell’ATS Insubria, tra le province di Como e Varese, si registra una sostanziale diminuzione dei contagiati al Covid-19, con la conseguenze decrescita anche delle persone ricoverate dopo esser risultate positive. Ad affermarlo è il consueto aggiornamento da parte dell’azienda sanitaria.
«L’analisi dei dati di questa settimana mostra una diminuzione sia dei nuovi contagi che del numero di tamponi effettuati, mantenendo la percentuale di positivi intorno al 20% – commentano dall’ATS Insubria -. L’RDt presenta un valore inferiore ad 1, ovvero la fine della espansione epidemica, mentre il numero di ospedalizzati, nel territorio di ATS Insubria, infatti, non appare aumentato e facendo un confronto tra il 2022 ed il 2021 si osserva un numero di ospedalizzazioni inferiore».
Allo stesso tempo l’azienda sanitaria ricorda le opportune misure di prevenzione del contagio, specialmente negli ambienti chiusi e con scarsa areazione, al fine di non avere innalzamenti della curva epidemica in vista del periodo estivo.
Guardando la situazione localmente, invece, si può notare come il distretto di Luino abbia il più basso tasso di incidenza, negli ultimi sette giorni, all’interno dell’ambito dell’ASST dei Sette Laghi (195.76), aggiornato al 16 maggio, così come sta avvenendo con il distretto di Laveno Mombello, penultimo con un dato che si attesa al 245.18.
Dal 15 al 21 maggio, invece, le fasce di età più colpite dal Coronavirus sono quella tra i 25 e i 49 anni (906 persone), seguita da quella tra i 50 e i 64 anni (611), mentre a chiudere il “podio” vi sono gli under 12 e quelli tra i 65 e i 74 anni (244 ciascuna).
Aggiornamento anche per quanto riguarda i cittadini ucraini, tutti quei profughi che sono arrivati sul territorio dopo lo scoppio della guerra e presi in carico dall’ATS, che si attesta a 6.589 persone (50 dei totali hanno patologie). 3.144 di questi, quindi quasi il 50%, sono minorenni, di questi 209 non sono accompagnati. Hanno trovato “rifugio” presso alcune famiglie ben 5.593 ucraini, gli altri invece sono stati accolti in abitazioni legate al terzo settore o in strutture prefettizie.
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