(A cura di Renzo Fazio, dalla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato”) Nel mese di maggio di 35 anni fa tornava a nuova vita l’organo a canne realizzato per la chiesa parrocchiale di Germignaga dal luinese Francesco Carnisi, commissionato nel 1851 dal parroco di allora, Don Ambrogio Cheglio, e collaudato nel mese di novembre del 1852.
Il restauro, voluto invece da don Piero Bonfanti, venne effettuato dall’impresa della famiglia Mascioni di Cuvio, fondata nel 1829, una delle botteghe organarie più prestigiose a livello europeo e vanto della provincia di Varese. Smontato interamente e trasportato nel loro laboratorio aziendale, l’antico organo fu riportato alle condizioni originali e migliorato, eliminando alcune componenti aggiunte negli anni successivi all’installazione. Ripulito e restaurato in tutte le sue parti, venne poi riportato e assemblato sul posto, intonato e accordato.
Nella stessa occasione venne anche pubblicato un interessante opuscolo curato da Mario Manzin e Maurizio Isabella in cui è minuziosamente riportata la storia di questo prezioso strumento musicale, con dovizia di informazioni storiche e molti documenti di archivio inediti e le informazioni tecniche con le caratteristiche dell’organo e le sue principali peculiarità.
Una vera e propria reliquia artistica che quest’anno raggiunge il traguardo dei 170 anni di età, ancora in splendida forma.
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