I dettagli che non esistono più, le migliorie e i ritocchi introdotti con il passare del tempo e, più in generale, una sensibilità e un attaccamento che non sono mai venuti meno, tra ‘800 e ‘900, nei confronti di un bene considerato tra i simboli artistici della comunità: la chiesa parrocchiale dedicata ai santi Severo e Sebastiano.
Alla modifiche apportate alla chiesa, nell’arco di circa un secolo, è dedicato l’ultimo approfondimento pubblicato sulla pagina Facebook “Germignaga, ricordi dal passato” dallo storico locale Renzo Fazio.
Riportiamo di seguito alcuni dei passaggi del post, riguardanti le foto d’epoca allegate nell’immagine di copertina di questo articolo.
Ecco il testo.
Partendo dalla foto in alto a sinistra si può notare che le nicchie sul campanile situate al di sotto dell’orologio erano vuote, i 4 angeli vennero infatti collocati solamente dopo i restauri al campanile, realizzati nell’anno 1951. Anche se può non sembrare, ogni statua è alta circa 2 metri e pesa circa 4 quintali!
Nelle due foto centrali, più piccole, si vedono invece dettagli ora scomparsi: nel fregio più in alto, presente sopra la vetrata, c’era una grande scritta “D.O.M.” una sigla che di sovente si trova negli edifici religiosi e che corrisponde alla frase in latino “Deo Optimo Maximo” il cui significato è: “A (o per mezzo di) Dio, il più buono, il più grande” mentre nelle due edicole laterali presenti ai lati della porta di ingresso vi erano due affreschi raffiguranti dei personaggi non meglio identificati (ipotizzo a sinistra un San Carlo).
Gli ultimi interventi di restauro, o meglio di tinteggiatura della facciata, eseguiti ormai qualche decennio fa, hanno conciato maluccio (per non usare altri termini…) l’affresco di San Giovanni Battista risalente all’anno 1891 e realizzato dal pittore Giuseppe Colombo, presente sopra il portone d’ingresso.
Infine, è sicuramente una miglioria il recente ampliamento rialzato del sagrato della chiesa che consente ai fedeli l’uscita in sicurezza, al termine delle funzioni.
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