Da ricchi lombardi i Sabajno amavano trascorrere i periodi di villeggiatura sul Ceresio, spostandosi da Milano a Cuasso al Monte per raggiungere il palazzo che portava il loro nome. Oggi di quella famiglia restano soltanto il ricordo di un certo prestigio – l’ultimo erede è deceduto a metà del secolo scorso – e un fatiscente palazzo su tre piani, situato a pochi passi dalla piazza centrale di Cuasso, vicino al Comune e alle Poste: Palazzo Sabajno, appunto.
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Loredana Bonora intende rimettere mano alla struttura. Per farlo ha aderito ad un bando pubblico per portare nelle casse dell’ente – nel caso in cui il progetto dovesse essere approvato – fondi per circa un milione di euro.
Con quei soldi il Comune potrebbe iniziare a pensare al recupero di Palazzo Sabajno, partendo dalla sua messa in sicurezza. «Il palazzo sta cadendo a pezzi – spiega il vice sindaco Pino Caprino – al suo interno, negli anni, sono avvenuti vari furti di oggetti e decorazioni d’epoca, come stucchi e camini. Abbiamo fatto una ricognizione tramite drone rilevando gli ultimi danni causati dal maltempo, tra cui un grosso buco da cui ora filtra l’acqua che porta al deperimento delle solette, quasi interamente in legno, e al crollo degli intonaci. Un susseguirsi di problemi».
I guai di Palazzo Sabajno – che conservava inoltre affreschi a tema sacro, degradati dal tempo, e all’esterno si contraddistingue ancora per le cornici barocche e le numerose finestre – riguardano anche la zona che circonda l’edificio. «A breve interverremo su un torrente che passa vicino al palazzo – aggiunge il vice sindaco – Andremo a liberare i tubi che sono crollati e ostruiscono il passaggio dell’acqua. Si rischiano danni seri alla piazza».
Il costo per una ristrutturazione totale del palazzo è stimato intorno ai 3 milioni di euro. Con i soldi del bando a cui il Comune ha aderito sarebbe però possibile cominciare ad attivarsi per le opere di recupero più urgenti. «Alcuni progetti sono già disponibili – sottolinea in conclusione Caprino – Risalgono al 2013. In quel periodo l’amministrazione comunale acquistò la struttura, attualmente vincolata ai requisiti di intervento imposti dalla Sovrintendenza».
Si tratta di parametri molto rigidi che hanno a che fare con la tutela dei luoghi dal valore storico, paesaggistico o artistico. Partire con una prima serie di interventi – perlomeno quelli legati alla tenuta del palazzo – sarebbe comunque un importante passo per l’amministrazione comunale insediatasi a ottobre dello scorso anno.
Al di là dei costi e dei lavori, nulla vieta di guardare al futuro e ad un possibile riutilizzo di Palazzo Sabajno. Magari come sede del municipio.
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