Hanno preso il via in questi giorni i lavori nelle vecchie miniere delle Piodelle, a Besano, con l’obiettivo di riaprirle e renderle fruibili dal pubblico.
La prima fase dell’intervento, finanziato complessivamente da 455mila euro grazie al progetto INTERREG e da 100mila di fondi propri dell’amministrazione, prevede la messa in sicurezza del cantiere con la creazione di un sentiero di lavoro per gli operai che verrà poi seguito da indagini geologiche e statiche.
Si tratta di un progetto ambizioso, spiega il sindaco Leslie Mulas, avviato durante il suo precedente mandato: quello delle miniere è infatti «un pezzo di storia di Besano sconosciuto ai più e che, con la prima sistemazione dell’area avvenuta a cavallo tra 2017 e 2018, abbiamo iniziato a valorizzare. La creazione del parco del Rio Ponticelli e delle Miniere, infatti, era il primo passo della valorizzazione di tutta l’area che, pur essendo immersa nel bosco sotto la montagna, è facilmente raggiungibile con semplici camminate adatte a tutti proprio a partire dal centro abitato».
«Gli scorci paesaggistici che si godono dai punti panoramici che abbiamo aperto sono invidiabili, e, nei prossimi anni, la possibilità di visitare un sito di archeologia industriale nel cuore del sito UNESCO del Monte San Giorgio darà nuova linfa a tutto il territorio – aggiunge il primo cittadino – Nel giro di un paio d’anni sarà possibile visitare le miniere. Un viaggio affascinante nella storia dello sfruttamento della montagna che portò alla scoperta dei fossili di Besano».
I lavori appena cominciati sono delicati, chiarisce Mulas, e potrebbero nascondere imprevisti dovuti alla natura del sito minerario, intanto però si va avanti.
Per questo motivo, chiaramente, gli accessi alla miniera sono stati chiusi, ma l’area rimane comunque accessibile per godere della bellissima vista sul lago Ceresio e sulle montagne circostanti: «Raccomando a tutti coloro che percorrono i sentieri in loco, di prestare attenzione ai lavori che si stanno eseguendo in questi giorni e di rispettare i luoghi e la natura».
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