Besano | 7 Luglio 2026

Violenta rissa di Besano: «Non volevo uccidere, mi sono solo difeso»

Due ragazzi italiani e due tunisini sono stati arrestati domenica 28 giugno e domani verranno interrogati dal giudice per le indagini preliminari. I due nordafricani accusati di tentato omicidio

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Sono emerse diverse novità, pubblicate oggi nell’edizione odierna di “Prealpina”, dopo la rissa sfociata successivamente in tentato omicidio, avvenuta domenica 28 giugno a Besano. Coinvolti nel grave episodio quattro uomini: due tunisini, accusati di tentato omicidio, e due italiani.

In attesa degli interrogatori di garanzia, in programma domani mattina davanti a Rossana Basile (Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Varese), gli indagati hanno incontrato ieri, lunedì 6 luglio, i rispettivi avvocati.

L’uomo, di cittadinanza tunisina, che impugnava l’ascia ha avuto un colloquio nel carcere di Busto Arsizio con la sua legale, Elisa Benetazzo, la quale sostiene che l’uomo non avesse alcuna intenzione di uccidere ma che si sarebbe solamente difeso dai due italiani a bordo della vettura. Al contrario, Marco Bianchi, il legale dei due italiani, afferma che i suoi assistiti volessero solo tenere a distanza i due nordafricani.

Secondo le fonti la discussione inizialmente è nata all’interno di un bar di Besano, dove un tunisino ha sputato sul pavimento e, secondo quanto sostenuto dagli inquirenti, due italiani avrebbero usato frasi razziste nei suoi confronti. Successivamente, il nordafricano è tornato nel bar assieme ad un quindicenne. Proprio a quel punto è cominciata la rissa: i due italiani hanno rotto il naso del ragazzino, mandandolo all’ospedale.

La sera stessa, il padre del quindicenne, armato di ascia, è tornato nei pressi del locale con l’uomo di origine tunisina coinvolto nel primo episodio. Nelle zone circostanti, i due cittadini italiani hanno investito e ferito i due stranieri con l’automobile; il padre del ragazzino ha colpito con l’ascia i due ragazzi italiani. Di conseguenza, i Carabinieri di Varese hanno arrestato i quattro uomini accusati, con diverse ipotesi di reato contestate, di tentato omicidio, lesioni personali e porto abusivo di armi.

I due cittadini italiani non sono sotto accusa di tentato omicidio ma viene contestata loro anche l’aggravante di aver agito con finalità di discriminazione etnica, razziale e religiosa. Inoltre, nel corso delle perquisizioni domiciliari, i carabinieri hanno sequestrato nell’abitazione di uno degli indagati un busto raffigurante Benito Mussolini e una maglietta dedicata ad Adolf Hitler.

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