Un incontro tra ex conviventi per risolvere delle questioni rimaste in sospeso. Data, ora e luogo vengono fissati, poi qualcosa va per il verso sbagliato e dalle parole si passa alle mani.
Quel qualcosa andrà chiarito in un’aula del Tribunale di Varese, nell’ambito del procedimento penale per lesioni personali legato alla vicenda, avvenuta in piazza a Germignaga nell’estate del 2019. Quattro gli imputati, tutti di età compresa tra i quarantacinque e i cinquant’anni.
Frattura della mano, trauma cranico, procurati mediante l’impiego di un bastone di legno e di caschi, e poi ancora pugni, schiaffi, calci. Totale: trenta giorni di prognosi per due dei quattro oggi a processo. Da una parte la “nuova” coppia, dall’altra l’ex fidanzato della donna, accompagnato da un’altra persona che, secondo l’accusa, avrebbe utilizzato il bastone per intervenire nella disputa, dopo una improvvisa aggressione.
L’intera vicenda verrà ricostruita davanti al giudice. Nell’udienza di ieri soltanto una delle persone offese (un cinquantenne residente in Valcuvia) si è costituita parte civile. L’ex convivente della donna (quarantasette anni, di Germignaga) ha scelto tramite il proprio legale – l’avvocato luinese Andrea Pellicini – la strada della messa alla prova, per l’estinzione del reato mediante lavori di pubblica utilità e il risarcimento della persona offesa. Il giudice ha accolto l’istanza. Gli altri tre imputati – difesi dagli avvocati Jennifer Brancè, Mariano Chiaravalli e Mirko Olivieri – hanno scelto il rito ordinario. Il dibattimento si aprirà con l’esame di alcuni testimoni, tra cui un uomo presente in piazza al momento dei fatti.
(Foto di copertina da Facebook)
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