Lombardia | 6 Aprile 2022

Riforma sanità lombarda: «Modifiche in linea con principio di leale collaborazione, migliorano la legge»

Il presidente della Commissione Sanità Monti: «Pd e M5S chiedano conto dei 100 milioni tagliati». Opposizioni critiche sulle modifiche chieste dal Ministero: «Testo non risponde a esigenze cittadini»

Tempo medio di lettura: 3 minuti

«Quanto emerso oggi, durante le audizioni con i tecnici ministeriali e di Agenas, è inconfutabile. Le modifiche tecniche sulla legge regionale 22/2021 che stiamo per approvare migliorano ulteriormente il disposto normativo e sono dettate dal principio costituzionale di leale collaborazione fra i livelli di Governo»: si è espresso così il presidente della Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, Emanuele Monti, intervenendo in audizione al Pirellone alla presenza della vicepresidente Letizia Moratti e del Direttore generale al Welfare Giovanni Pavesi.

«Come opportunamente ricordato – ha spiegato Monti –, tutte le leggi vengono trasmesse dal Ministero dei Rapporti con le Regioni a tutti i dicasteri in modo che abbiano l’opportunità di svolgere la propria attività interlocutoria con le regioni. Anche in questo caso fra Regione Lombardia e Stato ci sono state intense e proficue interlocuzioni che saranno ratificate nella legge ordinamentale. Chi dice che siamo di fronte ad uno sconvolgimento della legge lombarda mente sapendo di mentire. Le modifiche sono tecniche, puntuali, combaciano completamente con i rilievi fatti dai Ministeri e cambiano solamente l’1% della legge 22 nella forma e non nella sostanza».

«A dirla tutta, – ha aggiunto il presidente della Commissione Sanità – la modifica più sostanziale penalizza fortemente la nostra Regione cioè il taglio da parte del Ministero della Salute di circa 100 milioni euro di trasferimenti statali a favore della Lombardia per la realizzazione delle strutture sanitarie territoriali. Invito, pertanto, Pd e 5 Stelle a mettere la stessa energia con cui fanno polemica nel convincere Speranza a ravvedersi su questa decisione».

Per quanto riguarda invece la telemedicina e l’ostetrica di famiglia, «siamo al lavoro per trovare una soluzione. Il Governo – ha spiegato in conclusione Monti – non ha bocciato le nostre proposte nel contenuto ma ha chiesto che non siano ricomprese nella legge. Vogliamo quindi raggiungere gli obiettivi di sviluppo di strumenti per la telemedicina, di strumenti di supporto ai medici di famiglia e di valorizzazione della figura dell’ostetrica di famiglia».

Critiche le voci dalle opposizioni, a partire dal consigliere del Movimento 5 Stelle Marco Fumagalli: «L’audizione, chiesta la scorsa settimana dal M5S dei rappresentati del Ministero della Salute (intervenuto nella figura del Capo Ufficio Legislativo ndr), ha confermato quanto fossero sostanziali le richieste di modifica alla (non)riforma Moratti-Fontana. Cambiamenti, al testo approvato dal Consiglio Regionale, ai quali Regione Lombardia ha dovuto sottostare, per evitare che la riforma del servizio sanitario regionale fosse impugnata dal Governo. Quello emerso dalle audizioni di oggi è un quadro ben distante, rispetto ai rilievi formali ai quali aveva alluso la vicepresidente Moratti, durante il suo intervento in Consiglio Regionale. Le audizioni di oggi hanno confermato quanto abbiamo sempre sostenuto, ovvero che il testo della Moratti-Fontana approvato a novembre fosse a rischio incostituzionalità».

«Riteniamo – ha proseguito Fumagalli – che, di fronte a modifiche così profonde all’impianto della legge, Regione Lombardia sarebbe dovuta intervenire attraverso una normativa che andasse a modificare direttamente la riforma sanitaria. Riportando di fatto la Moratti-Fontana al giudizio dell’Aula. Con il “trucchetto” di recepire le modifiche imposte dal Ministero all’interno della legge Ordinamentale, la Giunta ha di fatto limitato le prerogative di noi consiglieri regionali, dal momento che in questo modo la discussione riguarderà esclusivamente le modifiche alla legge imposte dal Ministero e di fatto già recepite, non il disegno di legge stesso. Come invece sarebbe stato se fossero intervenuti recependo le richieste del Ministero attraverso una normativa dedicata».

«A poco più di quattro mesi dall’approvazione della legge di riforma della sanità lombarda  dobbiamo tornare a modificarla perché incompleta e contraddittoria. Quella che secondo la Lega era una legge perfetta – ha affermato il capogruppo del Partito Democratico in Commissione Sanità Samuele Astuti – ha mostrato in poco tempo, come peraltro avevamo denunciato nel corso della discussione in aula, tutti i suoi enormi limiti e le sue diverse criticità. Le modifiche apportate riguardano 15 articoli su 37, un numero rilevante, cosi come sono  significativi i punti rimessi in discussione, dal ruolo delle ATS negli accreditamenti delle strutture, alle nomine dei direttori generali, alla gestione delle Case di comunità».

«Le modifiche sono state indispensabili a evitare l’impugnazione della legge e non sono state affatto marginali. I correttivi introdotti – ha concluso l’esponente dem – rendono legittimo il nuovo testo e lo mettono al riparo da nuove impugnative e da rilievi di incostituzionalità. Ciò non toglie che la nuova legge continua a non rispondere alle reali esigenze dei lombardi, ma solo alle necessità politiche della Lega e dei suoi alleati».

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com