Varese | 4 Aprile 2022

Valceresio, “1200 euro per lo scarico della moto”. Ma è una truffa

A processo un quarantaseienne, presunto venditore di ricambi tramite Facebook. La persona offesa in aula: «Il pezzo non arrivava, lui dava la colpa al corriere»

Tempo medio di lettura: 2 minuti

1290 euro per lo scarico di una moto che sul mercato, generalmente, ha un prezzo superiore ai 2000 euro. Un affare per un quarantatreenne originario di Macerata, che davanti all’immagine di quel pezzo di ricambio, pubblicata su Facebook, non esitò a proporsi per l’acquisto, entrando così in contatto con quello che ora per la Procura di Varese è un truffatore: un quarantaseienne della Valceresio, oggi a processo.

I fatti risalgono al 2018. Dopo i primi scambi di informazioni, su messenger e in seguito per mail, le parti conclusero l’accordo e l’odierna persona offesa bonificò in un’unica soluzione la somma pattuita. Nessun dubbio sull’onestà del venditore, che si presentava ai potenziali acquirenti via social network con la pagina di un negozio che oltre ad avere già una sede fisica, si stava espandendo.

Lo scarico però, nonostante i diversi feedback positivi dei clienti che avevano già comprato da quel rivenditore, non è mai arrivato a destinazione. E l’attività dell’uomo, dopo la denuncia del quarantatreenne, è finita al centro di un’indagine della polizia postale.

«Inizialmente mi era stato detto che avrei avuto il pezzo entro quindici giorni – ha raccontato il quarantatreenne in tribunale a Varese – poi a causa di un “errore” mi è stato chiesto di pazientare. E nel frattempo è passato un mese. Lui – ha aggiunto l’uomo riferendosi all’imputato – dava la colpa al corriere che doveva occuparsi della consegna. A un certo punto si è capito che erano scuse. Mi ha persino detto che mi avrebbe restituito la somma versata, per via dei miei dubbi sulla sua correttezza. Ma del bonifico che diceva di avermi fatto non c’era traccia. E comunque l’accredito non è arrivato».

Niente scarico, niente restituzione dei soldi anticipati. La pagina Facebook, però, non è sparita dopo la mancata conclusione dell’affare. L’utente vittima della presunta truffa ha quindi potuto lasciare un commento negativo circa la propria esperienza, simile a quella di un altro compratore che prima di lui aveva scritto sulla bacheca digitale: «Sto aspettando la consegna del mio pezzo da un mese».

La polizia individuò il quarantaseienne attraverso la sua carta Postepay. Era stata impiegata per richiedere il pagamento anticipato del pezzo di ricambio.

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

Lascia un commento

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127
Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com