La pista ciclopedonale in fase di realizzazione a Induno Olona è una di quelle opere fortemente volute dall’amministrazione comunale come “risarcimento” per i disagi causati dai 17 anni di cantiere di RFI per la costruzione della nuova ferrovia.
Un’opera per la quale la stessa RFI, nell’agosto del 2021, aveva elargito un indennizzo al Comune pari a 719mila euro con cui finanziare questa e altri due interventi, l’allargamento di via Cesariano e il rifacimento del manto stradale, ma che rientra anche a pieno titolo in quelli che sono i punti chiave del progetto di mobilità dolce avviato nel 2014 con l’approvazione unanime di un PGT «largamente condiviso con tutte le parti sociali».
È stato lo stesso sindaco indunese, Marco Cavallin, in un post social in cui ha voluto aggiornare i concittadini sull’andamento di questi lavori che hanno iniziato a cambiare il volto del paese alle porte di Varese, a commentare proprio le decisioni assunte ormai 8 anni fa con il Piano di Governo del Territorio: «Col senno di poi – ha affermato il primo cittadino – possiamo anche dire che il nostro PGT abbia preconizzato alcune tendenze socio-economiche in atto in questi ultimi anni, quali l’esigenza di maggiore rispetto ecologico, di risparmio energetico, di incentivo a stili di vita più sostenibili, tra i quali figura senza dubbio lo spostamento a piedi e in bicicletta. Creare percorsi il più possibile brevi, diretti e sicuri – come quelli in fase di realizzazione al Broglio, per esempio – rappresenta un incentivo decisivo verso un cambiamento di abitudini che in futuro sarà sempre più percepito come necessario e opportuno. Oggi ancora poche persone si spostano in bicicletta, anche a causa dei molti pericoli stradali che ci sono nel farlo. Domani, anche grazie a questi nostri interventi, potranno e saranno molte di più».
Nello specifico, i cantieri attualmente attivi a Induno Olona per la costruzione della nuova rete ciclopedonale – che sarà tutta quanta su sede propria, senza sacrificare alberi che non possano essere rimpiazzati a cantiere finito e senza riduzione di posti auto disponibili – si trovano in punti opposti del paese, «a testimoniare l’ampia copertura del percorso pianificato seguendo una filosofia che noi – a suo tempo – definimmo “a spina dorsale e vertebre”».
Tale “spina dorsale”, ha spiegato Cavallin, corrisponde a quello che sarà il percorso principale della pista, che seguirà sostanzialmente l’ex sedime ferroviario da via Campi Maggiori alla stazione per poi costeggiare via Jamoretti, mentre le “vertebre” sono i collegamenti minori, quelli più brevi che si diramano dall’asse principale per raggiungere tutte le destinazioni utili, come per esempio le scuole, la palestra o i parchi pubblici.
Come ha illustrato, entrando ancora di più nello specifico, il primo cittadino, nella zona di San Salvatore la “spina dorsale” è ormai per un lungo tratto già ben visibile: questa infatti risale dal confine con Arcisate verso via Ceresio da dove, in futuro, proseguirà verso via Gritti intersecando la nuova area gioco per i più piccoli e la futura area cani, affiancata da un’area sportiva con doppio playground, per poi dirigersi all’imbocco della vecchia galleria del treno e, da qui, in via Spagnoletto. Dalla parte opposta del paese, invece, al Broglio, continua ad avanzare il percorso della “vertebra” che andrà a collegare la stazione con il parchetto di via Trieste e, nello stesso lotto d’intervento, con la palestra e le scuole.
L’attenzione rivolta dall’amministrazione indunese a questo importante e consistente progetto si inserisce perfettamente in una prospettiva ben più ampia che, a livello territoriale, vede crescere sempre di più il desiderio, da parte degli enti locali, di investire sulla mobilità sostenibile e dolce, anche in ottica turistica, andando a creare una rete che possa unire tutti i percorsi ciclopedonali ramificati su tutta l’area, collegando Varese a Valceresio, Valmarchirolo, Valganna e anche alle Valli del Verbano.
Nei prossimi giorni a Porto Ceresio verrà inaugurato il nuovo tratto di pista ciclopedonale che, una volta completa, attraverserà la Valceresio proprio fino a Induno, mentre, a cavallo fra il territorio comunale e quello di Valganna, continuano anche i lavori del tratto che va da San Gemolo al laghetto Fonteviva. Un intervento che prosegue «incessante», conclude Marco Cavallin, «con le sue difficoltà – certo – con le sue lentezze, ma anche con l’incrollabile convinzione, per quanto ci riguarda, che la direzione sia quella che ci chiedono il futuro e l’ambiente che sarà».
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