Un capannone dismesso a Cugliate Fabiasco come punto di ritrovo per trascorrere il sabato sera. Erano i ragazzi del paese a fare gruppo, con qualche bottiglia di alcol. Tra loro, un 23enne e un altro giovane che per un fatto avvenuto nella primavera di tre anni fa, all’interno dello stabile, sono ora a processo in tribunale a Varese con l’accusa di tentato furto aggravato.
Quel giorno i carabinieri di Luino ispezionarono l’area durante un normale controllo, sapendo che quella proprietà privata veniva spesso utilizzata impropriamente come “luogo di aggregazione”.
I militari dell’Arma trovarono il portone forzato, vetri rotti, scritte sui muri e le bottiglie abbandonate in un angolo. Su queste ultime prelevarono delle tracce, poi inviate ai Ris per accertamenti. Ed ecco comparire l’identità degli odierni imputati.
Accanto ai vetri rotti c’era anche del sangue, e dai ragazzi si scoprì in seguito che quella era stata una serata movimentata, e che alcuni di loro erano venuti alle mani per via di una ragazza contesa. È forse a causa di quel fatto che si allontanarono, temendo l’arrivo delle forze dell’ordine. Il proprietario dello stabile non denunciò l’atto, anche perché nel capannone non erano custoditi oggetti o materiali di valore.
Gli imputati, difesi dagli avvocati Giorgio De Vincenti e Lucia De Giorgi ,hanno scelto il rito abbreviato. A dicembre conosceranno il verdetto del giudice.
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