Nella giornata di ieri, giovedì 7 aprile, il Prefetto di Varese Dott. Salvatore Rosario Pasquariello, insieme a tutti gli altri Prefetti della Lombardia, ha partecipato a un primo vertice tenutosi a Palazzo Diotti, sede della Prefettura di Milano, con la presenza del Commissario delegato per i minori non accompagnati, Prefetto Francesca Ferrandino, e a un secondo incontro presso Palazzo Pirelli, sede della Regione Lombardia, presieduto dal capo della Protezione Civile, l’ingegnere Fabrizio Curcio, con la presenza del Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Entrambi relativi alla situazione legata all’arrivo dei cittadini ucraini in fuga dalla guerra.
Nel corso dell’incontro è emerso che rispetto ai circa 86mila arrivi segnalati su tutto il territorio nazionale, il dato della Lombardia, circa 35mila presenze, rappresenta il 40% del totale. Di questi il sistema sanitario regionale ha monitorato 28.340 presenze, di cui 7.819 in Ats Milano, 4.881 in Ats Insubria, 651 in Ats Montagna, 3.404 in Ats Brianza, 2950 in Ats Bergamo, 4.633 in Ats Brescia, 2.253 in Ats ValPadana e 1.749 in Ats Pavia.
Fra quelli presi in carico da ATS Insubria, oltre 2.200 sono minori e una ventina quelli che presentano patologie. La maggior parte di essi, circa 4.600, sono ospitati da famiglie, altri presso enti del terzo settore e una minima parte alloggia presso strutture prefettizie. Come rilevato anche la scorsa settimana, la percentuale di positivi al Covid-19 tra i profughi è pari all’1,4%.
L’ingegner Curcio ha annunciato, inoltre, che la prossima settimana sarà disponibile la piattaforma della Protezione Civile che assocerà i profughi in arrivo alle famiglie o enti che si sono candidati a ospitarli, attraverso l’iscrizione su sito appositamente realizzato.
L’attenzione è stata posta, nello specifico, sulla gestione dei minori i quali rappresentano circa il 44% del totale delle presenze rilevate e, in particolar modo, su quelli non accompagnati, alcuni dei quali, in presenza di gravi patologie, sono stati accolti presso gli ospedali lombardi. Non sono emerse particolari criticità sul tema dei percorsi scolastici, grazie anche alla circostanza che parte degli studenti ucraini sta frequentando corsi a distanza in lingua madre e un’altra parte di essi è stata inserita negli istituti scolastici lombardi.
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