Mentre fra Lavena Ponte Tresa e Brusimpiano le volontarie sono già in azione da qualche settimana, anche sulla statale SS394, all’uscita di Mesenzana, ha preso il via la consueta fase preparatoria all’attività di salvataggio degli anfibi da parte delle Guardie Ecologiche della Comunità Montana Valli del Verbano.
Gli operatori stanno infatti predisponendo le barriere che hanno lo scopo di contenere il transito di migliaia di rospi e di rane, impedendo il libero e lentissimo attraversamento della strada di questi esemplari e la conseguente e inevitabile strage provocata dal copioso passaggio delle automobili su quel tratto di strada.
Ogni anno – spiega l’ente montano – l’orologio biologico spinge gli anfibi a dirigersi verso gli stagni che li hanno visti nascere, per la deposizione delle uova. Espletato questo impegno dettato dalla natura, rientrano verso i boschi più a monte. I volontari, operando durante le prime ore del buio, raccolgono gli esemplari trattenuti dalle barriere su entrambi i lati della strada e li trasbordano dentro secchi, garantendo loro un attraversamento senza rischi.
Gli animali, prima di essere liberati, sono controllati e identificati uno a uno in modo tale da immagazzinare preziose informazioni sulla situazione ambientale delle aree interessate. Tali dati sono poi trasferiti agli organi competenti e frequentemente costituiscono preziose informazioni per studi universitari e conferenze sull’ambiente.
Guardando nello specifico proprio questa ristretta area di passaggio sulla statale 394, nel 2021 sono stati censiti 2933 tra rospi e rane (più alta la percentuale di rospi), mentre dal 1993 a oggi il numero di anfibi salvati è di 77.704.
L’impegno delle Guardie Ecologiche della Comunità Montana Valli del Verbano e dei volontari aggregati include ogni anno anche una consistente attività di pulizia del luogo e di rimozione di rifiuti di ogni tipo che vanno dai mozziconi di sigarette alle mascherine, alle lattine, alle carte delle merendine, alle bottiglie di vetro e che testimoniano incivili abitudini ancora difficili da estirpare e un vergognoso disinteresse per l’integrità dell’ambiente.
Ad appesantire ulteriormente il compito dei volontari, come evidenziano da Comunità Montana, vi è il fatto che non solo i movimenti di queste ondate migratorie sono prevalentemente notturni, ma anche molto influenzati dall’umidità atmosferica e di conseguenza nelle sere di pioggia si registrano le più alte percentuali di transito degli anfibi, costringendo gli operatori a un pesante lavoro che li tiene per strada sotto le intemperie per molte ore alla sola luce delle lampade frontali. È importante – sottolinea l’ente – ricordare agli automobilisti di transitare con prudenza prestando la massima attenzione in questo periodo specialmente nelle ore serali e notturne.
L’amore per la natura e la speranza di migliorare la sensibilità delle nuove generazioni muove le Guardie a divulgare le loro conoscenze con frequenti presentazioni interattive presso le scuole locali. La Comunità Montana sottolinea inoltre la «forte motivazione dei volontari che non hanno mai interrotto queste attività fronteggiando le restrizioni di questi anni di pandemia e superando le difficoltà burocratiche per l’ottenimento dei permessi di movimento fuori orario e zona. Ci auguriamo che divulgando il più possibile informazioni su questa meritoria attività, si possano aggregare nuovi volontari spinti dal desiderio di dare un piccolo, ma significativo, aiuto alla natura e all’ambiente».
Chi ha interesse a collaborare in questa attività può contattare la Comunità Montana Valli del Verbano al num. 0332/505001 int. 0-132 o inviare una mail a paolo.squittieri@vallidelverbano.va.it.
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