Il sindaco ha agito nell’interesse della comunità, facendo ricorso nel minor tempo possibile ai propri poteri per fare fronte ad una situazione di emergenza.
Due anni dopo il respingimento del ricorso effettuato dalla proprietà dell’ex conceria di Brenta, in rapporto all’intervento con cui il primo cittadino del paese aveva provveduto alla chiusura degli accessi all’area, abbandonata da anni ad uno stato di degrado, il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia ha reso note le motivazioni della sentenza con cui aveva rigettato l’impugnazione.
La vicenda si inserisce in un complesso iter burocratico che da più di dieci anni – cioè dal fallimento della società che gestiva la conceria, dichiarato nel 2008 – tiene in ostaggio il sito che sorge a lato della strada statale 394, all’interno del quale sono presenti rifiuti di vario tipo e materiale infiammabile.
Alle estenuanti procedure per risalire al soggetto responsabile dell’intera area, al quale imputare ordinanze e provvedimenti – in primis il compito di bonificare gli spazi dell’ex conceria, dove i carabinieri forestali nel 2019 rilevarono evidenti problemi di carattere igienico sanitario, uniti alle criticità dei bivacchi e dunque degli accessi non autorizzati – si è aggiunto, dopo l’avvenuta individuazione del proprietario, lo scoglio della indisponibilità di quest’ultimo a collaborare per mettere in sicurezza il sito, peraltro al centro di un progetto di bonifica coordinato da Regione Lombardia, per il quale il Comune di Brenta ha già a disposizione i fondi (760 mila euro) da impiegare per le prime fasi di rimozione del materiale e delle sostanze nocive per l’ambiente.
È a causa del “blocco comunicativo” tra Comune di Brenta e proprietà dell’ex conceria che il sindaco Gianpietro Ballardin, dopo aver appreso i preoccupanti esiti del sopralluogo condotto dalle forze dell’ordine insieme ad ARPA e ai vigili del fuoco, e a fronte dell’inattività dei proprietari, decide nel 2020 di passare autonomamente all’attuazione dell’ordinanza di ripristino dei luoghi, almeno per quanto concerne l’area esterna. È su questo punto che il TAR, rispondendo alle istanze di presunta illegittimità delle operazioni, sollevate dalla proprietà dell’ex conceria, è entrato nel merito del provvedimento sindacale, qualificandolo come lecito.
Il sindaco, ha spiegato il collegio del tribunale, ha agito per garantire la salvaguardia dell’ambiente, nell’interesse della propria comunità; lo ha fatto in maniera tempestiva, appellandosi agli strumenti di cui può disporre nei casi straordinari e di emergenza, scegliendo legittimamente di non avvertire nell’immediato la Prefettura. Il TAR ha inoltre stabilito la corretta individuazione dei responsabili dell’area: tre soggetti in regime di contitolarità, gli stessi che figuravano come proprietari al momento del fallimento societario.
«In questi difficili anni abbiamo dovuto subire ingiurie e attacchi personali che erano infondati, come ha dimostrato la sentenza riconoscendo le nostre azioni corrette e legittime – commenta Ballardin – e inserite nel quadro delle nostre competenze politiche e amministrative ».
L’ok del TAR alla via procedurale che era stata individuata dal primo cittadino non basta però a scrivere la parola fine in coda alla questione. I rifiuti e le sostanze tossiche continuano ad infestare l’area dell’ex conceria. Per mettere mano agli spazi e iniziare ad investire sui 760 mila euro stanziati dalla Regione Lombardia in favore del Comune di Brenta per il piano di bonifica, occorre un ulteriore e definitivo riconoscimento dei ruoli che possa scongiurare eventuali contenziosi amministrativi; un riconoscimento legato alla costituzione in giudizio del Comune presso il tribunale di Milano, formalizzata ad ottobre 2020 e rispetto alla quale si attende il verdetto dei giudici.
«Su indicazione dell’avvocato che ci supporta nell’iter dei provvedimenti, stiamo ora provvedendo ad aggiornare in merito alla sopravvenuta sentenza la Regione Lombardia e tutti gli enti coinvolti per il corretto prosieguo della procedura – sottolinea in conclusione Ballardin -. Rimane ancora molto da fare ma siamo convinti di poter realizzare gli obiettivi che ci siamo preposti per arrivare al raggiungimento di una azione fortemente voluta da questa amministrazione, a tutela degli interessi generali della comunità e del territorio circostante».
© Riproduzione riservata






Vuoi lasciare un commento? | 0