Milano | 24 Febbraio 2022

Attilio Fontana e il conto svizzero, inchiesta archiviata

Accolta la richiesta della Procura, giunta dopo l'esito negativo della rogatoria inviata alle autorità elvetiche per consultare documenti sul patrimonio del governatore

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Il gip del tribunale di Milano ha archiviato l’inchiesta in cui il governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana, era indagato per i reati di autoriciclaggio e falso in voluntary disclosure.

Una inchiesta (leggi qui) nata dagli sviluppi di un’altra indagine a carico del presidente, quella per frode in pubbliche forniture, ipotesi di reato associata al noto “caso camici“, cioè alla commissione del valore di 513 mila euro assegnata dalla centrale acquisti della Regione all’azienda Dama spa, di proprietà del cognato di Fontana, per la consegna di 75 mila dispositivi di protezione individuale che sarebbero serviti per alimentare le scorte nel periodo più delicato della pandemia. Un ordine poi trasformato in donazione a seguito dell’interesse mediatico generato dalla vicenda per un possibile conflitto d’interessi.

A quel punto Fontana fece ricorso al conto svizzero, al centro dell’indagine ora archiviata, per bonificare al cognato la metà della somma pattuita per l’ordine poi sfumato, e la Banca d’Italia bloccò l’operazione identificandola come sospetta. Da qui gli approfondimenti sul conto, che il governatore ha ereditato dopo la morte della madre, e che secondo l’accusa era stato utilizzato dal governatore stesso per accantonare dei proventi professionali derivanti da un’ipotetica evasione fiscale.

In rapporto alla tesi accusatoria i magistrati milanesi avevano inoltrato una rogatoria alle autorità svizzere, al fine di poter consultare la documentazione riguardante la voluntary disclosure (procedura che consente ai contribuenti di regolarizzare la propria posizione in merito a patrimoni detenuti illecitamente all’estero). Ma quella richiesta, nonostante i solleciti, ha avuto esito negativo.

I documenti bancari prodotti dalla difesa di Fontana, incrociati con i dati emersi attraverso le indagini, hanno spinto i magistrati a considerare scenari alternativi alla responsabilità del governatore circa le ipotesi di reato. Per quanto concerne invece l’altra inchiesta, quella del “caso camici”, l’udienza preliminare è in calendario per il prossimo 18 marzo

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