La carenza di medici di medicina generale è un problema ormai annoso, che si protrae da decenni anche nel Varesotto e che si è fatta sentire in modo ancora più consistente in questi due anni di pandemia.
Come ribadisce nettamente ATS Insubria, nessun cittadino è privo di medico di base, ma diversi medici hanno una platea di assistiti che supera di gran lunga il massimale di 1500 e che, talvolta, raggiunge addirittura quota 2000.
In questi mesi, entro aprile, però, inizieranno la loro attività alcuni medici di base in formazione, nello specifico 22 sul territorio della provincia di Varese, mentre altri 14 che hanno già un incarico o lo stanno per acquisire, ad aprile, conseguiranno il diploma di medicina generale.
Nel mese di marzo, invece, ATS Insubria pubblicherà i circa 180 ambiti carenti (di cui un’ottantina nel Varesotto), intesi come numero di posti “fisici” distribuiti nei vari ambiti territoriali della provincia, sulla base di un rapporto ottimale di un medico ogni 1300 assistiti e dalla rilevazione, a oggi, dei posti coperti da medici con incarichi a termine e delle dimissioni previste nel corso del 2022.
Sarà difficile riuscire a coprirli tutti, sostiene l’Agenzia di Tutela della Salute, ma l’ideale è cercare di raggiungere un equilibrio con i nuovi medici che arriveranno e quelli esistenti, “scaricando” chi è sopra i 1500 assistiti per ridistribuirli.
È inoltre allo studio da parte di ATS anche l’accorpamento di alcuni ambiti territoriali di scelta (il gruppo di Comuni in cui lavorano i singoli medici di base), in modo tale da migliorare la copertura assistenziale. Per questo occorrerà prima l’acquisizione del parere di medici, sindaci e comitato aziendale della medicina generale, ma l’intento è quello di trovare soluzioni per consentire agli assistiti di avere soluzioni ottimali a portata di mano.
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