Come Luino, anche Cuveglio, ieri, giovedì 10 febbraio, ha voluto commemorare le vittime delle foibe e dell’esilio giuliano-dalmata in occasione del Giorno del Ricordo.
Presso il muro del ricordo presente nel paese della Valcuvia si è tenuta una cerimonia alla presenza del sindaco Francesco Paglia e degli altri componenti dell’amministrazione comunale, rappresentanti delle forze dell’ordine – carabinieri di Cuvio e Polizia locale –, della Sezione Alpini Cuveglio, della Protezione Civile Gruppo Intercomunale Valcuvia e delle associazioni del territorio.
“La memoria di ciò che è avvenuto – ha affermato il primo cittadino nel suo breve discorso nel quale ha citato anche alcune parole pronunciate nel 2007 da Giorgio Napolitano, allora Presidente della Repubblica, e una poesia di Fabio Magris – non deve spegnersi, deve essere sempre presente, viva, di stimolo e monito all’azione. Deve spingerci ad approfondire sempre più le cause che hanno generato tali abomini”.
“È evidente – ha concluso Paglia – che non possiamo riporre la nostra speranza nelle ideologie che, in particolare in questi luoghi del ricordo, evidenziano il loro insuccesso e l’incapacità di comprendere l’umano. È solo in una unità di popolo che guardi al bene comune, e che abbia il coraggio di riaffermare e riscoprire il concetto di libertà che l’Italia e l’Europa potranno tornare ad essere faro di civiltà nel mondo”.
Oltre al sindaco di Cuveglio, per l’occasione, sono intervenuti anche il Presidente dell’ANPI Cuveglio e il Caposezione ANA di Luino. Alcune poesie e il brano 1947 di Sergio Endrigo, che canta il dramma degli esuli istriani, hanno ulteriormente accompagnato la commemorazione.
Il primo cittadino ha comunicato anche l’intenzione del Comune di implementare e dare maggiore rilevanza al muro del ricordo, “giardino della memoria storica e luogo in cui si possano commemorare tutte le persone condannate a morte dalle ideologie. Sarà un lavoro corale che coinvolgerà Comune, scuole e associazioni”, ha spiegato Paglia.
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