In occasione della Giornata della Memoria le Commissioni Biblioteca ed Educazione Civica dell’ICS Germignaga hanno ricordato le vittime delle persecuzioni razziali e dell’Olocausto con iniziative rivolte agli studenti della scuola secondaria di primo grado.
“Siamo arrivati a scuola senza immaginare che avremmo svolto delle attività molto belle ma allo stesso tempo molto inquietanti” scrivono due alunne della 3A di Castelveccana. “Dopo il suono della campanella della prima ora, mentre facevamo regolarmente lezione, un uomo ha attraversato il corridoio leggendo una serie di divieti a voce alta e con tono severo: si trattava delle leggi razziali per la scuola del 1938, che dicevano che tutti gli alunni e i docenti ebrei dovevano lasciare la scuola. Per un momento è stato come se noi fossimo in quelle scuole in quegli anni”.
“Al termine della lettura delle leggi razziali, noi alunni di terza siamo stati accompagnati in un corridoio nel piano interrato della scuola” riportano le alunne. “Qui due attrici hanno iniziato a leggere la storia di Liliana Segre, una ragazza sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz. Una delle due donne, in particolare, ci ha presi un po’ tutti: aveva imparato il racconto a memoria e lo ha interpretato in un modo molto coinvolgente, tant’è che alcuni di noi si sono commossi. Successivamente siamo risaliti nell’atrio e abbiamo seguito in un teatrino (il teatro di carta kamishibai) come una donna, Irena Sendler, avesse organizzato di nascosto un sistema che ha permesso a tanti bambini di scappare dal ghetto di Varsavia, uno in una valigia, un altro nella giacca di un signore e molti altri nascondigli. Infine abbiamo ascoltato la storia di un altro “giusto” che ha aiutato molti ebrei a fuggire dall’Ungheria e salvarsi dallo sterminio, l’italiano Giorgio Perlasca.
Al termine delle letture sceniche, un consigliere del Comune di Castelveccana (Silvano Fantato, ndr), che aveva assistito per tutto il tempo insieme al sindaco di Porto Valtravaglia, ci ha letto l’articolo della legge del 2000 che istituisce la Giornata della Memoria per ricordare, come abbiamo fatto noi, coloro che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
Come ultima cosa, alla fine di tutte le lezioni (che a Castelveccana ha avuto anche un momento di condivisione in cortile insieme alla scuola Primaria), gli alunni hanno scritto delle riflessioni che hanno lasciato in una scatola sotto un cartellone con le parole “Scolpitelo nei vostri cuori”, ricavate dalla poesia Shemà di Primo Levi e dal titolo del libro di Liliana Segre.
“Noi, ragazzi di Germignaga – commentano Irene, Desideria e Nicolas della 3A di Germignaga – abbiamo vissuto la stessa esperienza della lettura animata curata dall’Associazione culturale “Parole in viaggio”, con l’unica differenza che, al posto di inserire le nostre riflessioni in una scatola, abbiamo ideato un manifesto in memoria di Gino Bartali, un altro ‘Giusto tra le nazioni’ che, sfruttando gli allenamenti di ciclismo, salvò la vita a molti ebrei. Con tempera, pennelli, scotch e tanta creatività, abbiamo collaborato per crearlo con la forma di una bicicletta bucata sul sellino”. Così tutti i ragazzi della scuola hanno potuto riprodurre il gesto che Bartali faceva quando inseriva i documenti falsi nel telaio della bicicletta.
Un altro momento molto forte di questa ricorrenza è stata la testimonianza di Sami Modiano, organizzata dalla Fondazione Museo della Shoah, che abbiamo potuto ascoltare in diretta Youtube. Sami Modiano è uno dei pochi superstiti dell’Olocausto ancora in vita. “Le sue parole, talmente toccanti e sentite, ci hanno colpito nel profondo del cuore – affermano Margherita e Beatrice della classe 3B di Germignaga – La sua sensibilità e il dolore che si vedeva nei suoi occhi, mentre ricordava momenti tragici da lui vissuti, ci hanno fatto immedesimare in tutte le vittime di questa terribile strage. Il racconto della deportazione, della permanenza nel campo (da Sami definito “rampa della morte, inferno”) e l’altruismo inaspettato che le persone hanno dimostrato in questo periodo, la storia di come lui abbia fatto a sopravvivere descrivono questa esperienza disumana che lui ha provato sulla sua pelle, e ciò ha commosso noi ragazzi”.
Le classi 3B e 3C di Germignaga hanno realizzato, con la professoressa Barbierato, un cartellone ispirato alla poesia di Joyce Lussu Un paio di scarpette rosse: “Procurandoci tutto il materiale necessario – spiegano gli alunni – abbiamo ricreato l’immagine di un paio di scarpette rosse, in cima ad una pila di altre innumerevoli calzature infantili, un tempo appartenute a bambini che sono stati privati della loro vita e dei loro anni più spensierati. I piedini dei bambini morti non consumano le suole è la frase conclusiva di questa triste ma veritiera poesia, che ha fatto riflettere ognuno di noi”.
© Riproduzione riservata






