È stata inaugurata questa mattina, domenica 15 giugno, a Porto Valtravaglia, una nuova panchina rossa dedicata a Desirè Zumia, vittima di femminicidio. L’installazione si trova in piazza Imbarcadero, proprio di fronte all’imbarco dei traghetti, un punto centrale e simbolico del paese affacciato sul Lago Maggiore. Presenti all’evento le autorità comunali, i volontari dell’associazione Anemos Italia odv e diversi cittadini che hanno voluto testimoniare la propria vicinanza alla famiglia della donna.
La storia di Desirè Zumia è una ferita ancora aperta: uccisa nel 2011 a soli 34 anni a Prato dal marito, che poi si è tolto la vita, la giovane donna era originaria della Sicilia ma con legami profondi anche con il territorio varesino. A mantenere viva la sua memoria è in particolare la sorella, residente a Laveno Mombello, che ha trasformato il dolore in un impegno concreto contro la violenza di genere. Ed è proprio grazie a lei che la comunità di Porto Valtravaglia ha voluto farsi portavoce di un messaggio forte, visibile e permanente.
«La sua storia ha toccato profondamente la nostra comunità – ha dichiarato il sindaco Ermes Colombaroli – grazie all’impegno della sorella, che con determinazione ha portato avanti un lavoro di sensibilizzazione. La scelta di dedicare a Desirè questa panchina, in un luogo così significativo, simboleggia la vicinanza e la solidarietà dell’intera cittadinanza».
La panchina rossa è ormai in tutta Italia un potente simbolo contro la violenza sulle donne, un monito visibile che invita ogni passante a fermarsi, riflettere, agire. L’iniziativa, sostenuta dall’amministrazione comunale e da Anemos, è proseguita con una cerimonia commemorativa pubblica, presso la sala consiliare del Comune. Un momento di raccoglimento e condivisione aperto a tutta la cittadinanza, per ricordare Desirè e tutte le donne che non ci sono più a causa della violenza maschile. (Foto di Marzia Malesani)
© Riproduzione riservata

