Aggiornamento ore 17.45
Il forte vento che anche nel pomeriggio odierno ha continuato – e continua – a soffiare su tutto il territorio dell’alto Varesotto ha nuovamente riattivato due focolai, come riferisce l’amministrazione di Maccagno con Pino e Veddasca: uno situato al confine con l’Italia e l’altro al centro delle conifere sopra la frazione di Boè.
“L’incendio non è sotto controllo, ma controllabile – spiegano dal Comune – Il vento dovrebbe cessare e dare tregua fino a venerdì sera, e questo è davvero importante”.
Nella giornata di oggi due elicotteri privati e due Superpuma dell’esercito svizzero si sono alternati nell’ingente lavoro di spegnimento, per il quale non è stato necessario richiedere, come accaduto ieri, il supporto dei due Canadair italiani. “Il tema del rientro dei cittadini di Indemini sfollati non si pone fino a quando l’incendio sarà finalmente sotto controllo”.
Aggiornamento ore 15
Come reso noto dalle autorità elvetiche, sono stati individuati e fermati un 26enne e un 28enne, entrambi svizzeri, ritenuti i responsabili del rogo, generatosi da un bivacco notturno che i due, che hanno trascorso la notte all’alpe di Neggia, avevano ritenuto spento.
Aggiornamento ore 11
La situazione si conferma in netto miglioramento rispetto a ieri, soprattutto verso il confine italiano. Diversi militari elvetici, nel frattempo, sono sul terreno per creare delle linee taglia fuoco. Stanno operando quattro elicotteri civili, mentre i “Superpuma” entreranno in azione solo in caso di nuove raffiche di vento, peraltro previste nel pomeriggio.
Fortunatamente, invece, i Canadair italiani oggi non saranno chiamati in causa. L’area interessata dall’incendio a oggi è quantificata in 200 ettari. “Prematura ogni altra previsione. C’è ottimismo, ma l’obiettivo è non abbassare la guardia”, commentano dal gruppo Impegno Civico Maccagno con Pino e Veddasca.
Aggiornamento ore 1
(Foto di Riccardo Lattuada) Si è conclusa ieri la terza giornata di fiamme nei boschi di Indemini, località svizzera al confine con Maccagno con Pino e Veddasca nel territorio di Gambarogno. In base agli ultimi aggiornamenti, allo stato attuale, non vi sono fronti attivi, ma sul posto sono impegnati anche nelle ore notturne i pompieri svizzeri e i vigili del fuoco italiani sono impegnati con il nucleo S.A.P.R. (Sistemi Aeromobile a Pilotaggio Remoto), con droni muniti di termocamere e una squadra di terra.
La giornata di ieri, però, aveva preso il via con un vento fortissimo che ha fatto temere il peggio: da un lato il fuoco aveva ripreso ancor più vigore e gli elicotteri elvetici non riuscivano ad alzarsi in volo. Fortunatamente, piano piano le attività sono riprese per tutta la mattina, dopodiché nelle primissime ore del pomeriggio sono arrivati in supporto anche due Canadair dell’aereonautica italiana.
I due velivoli hanno operato insieme ad una trentina di persone ed otto elicotteri (sei privati e due “Superpuma”). Cauto ottimismo dopo la riunione effettiva sul campo, intorno alle 20 di ieri: “La situazione è decisamente migliorata rispetto a stamattina, ma il vento ricomincerà a soffiare dalle 3.00 della notte. Attualmente vi è un focolaio moderato attivo vicino alla frontiera, tra la strada cantonale e il colle Sant’Anna, e piccoli focolai tra il quartiere di Boè e quello di Pezze a salire. In ogni caso, tutte le abitazioni sono in sicurezza, in una situazione migliore rispetto a lunedì”.
A preoccupare sindaci, operatori e cittadini, è il vento: “Vi sono due possibili scenari che dipendono dall’evoluzione del tempo e in particolare del vento – continuano -. Quello positivo prevede un intervento limitato degli elicotteri e un numero maggiore di militari che opereranno all’interno dell’area toccata, l’altro negativo prevede l’utilizzo del contingente odierno degli elicotteri”.
“Ogni decisione all’alba di oggi, mercoledì 2 febbraio -. Sul versante italiano un equipaggio dei Vigili del Fuoco, mentre domattina alle 7 in azione i volontari del Gruppo A.I.B. della Comunità Montana ‘Valli del Verbano’, sperando che le cose si mettano finalmente al meglio”, concludono.
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