Svizzera | 29 Gennaio 2022

Commercio illegale di fauna e flora protette, la Svizzera aumenta le sanzioni

Alla pena pecuniaria si aggiunge quella detentiva per meglio tutelare animali e piante inclusi nella Convenzione CITES. Fino a 5 anni di reclusione per i trasgressori

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(Fonte: www.luganolife.it) La Convenzione CITES disciplina il commercio internazionale delle specie di fauna e di flora selvatiche a rischio di estinzione. La Svizzera vi aderisce dal 1975 e attua la convenzione attraverso la legge federale sulla circolazione delle specie di fauna e di flora protette (LF-CITES) e due ordinanze.

In futuro, il commercio illegale di specie animali e vegetali protette a livello internazionale sarà un crimine punibile fino a cinque anni di reclusione. Sarà considerato un crimine anche il commercio illegale che coinvolge un gran numero di esemplari protetti. Inoltre, saranno punite più severamente anche le cosiddette violazioni semplici della LF-CITES.

La fattispecie di base sarà considerata un delitto punibile con una pena pecuniaria o detentiva fino a un anno, e non più solo un’infrazione punita con una multa. Questi inasprimenti sono destinati a proteggere meglio gli animali e le piante inclusi nella Convenzione CITES.

L’obbligo di fornire informazioni si applica ora anche alle persone che offrono legalmente in vendita animali e piante protetti. Ciò significa che non possono più rimanere anonime e che devono fornire anche informazioni sugli esemplari offerti. Inoltre, vige ora un divieto d’importazione per le specie di fauna e flora che sono severamente protette dalla legislazione di un altro Paese, interessate dal commercio internazionale e di cui sia dimostrata la seria minaccia di estinzione. In questo modo si impedisce che tali specie entrino nel commercio internazionale attraverso la Svizzera.

Chiunque allevi e commerci specie protette deve ora provare l’origine legale delle piante o degli animali riproduttori e documentare l’intero effettivo. Questo permetterà una migliore sorveglianza degli allevamenti nazionali e una più efficace prevenzione del riciclaggio di animali e piante importati illegalmente.

(Foto di copertina dal sito www.luganolife.it) 

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