E’ tutto nell’abbraccio collettivo al protagonista di serata, dopo l’ultima sirena, il senso della quarta vittoria stagionale della Pallacanestro Varese, conquistata ieri sul difficile campo di Trento.
Il peso di ogni singola pacca sganciata sulle spalle di Toney Douglas è quello della responsabilità. La responsabilità di aver guidato la squadra verso una conferma che dopo Roma era necessaria, e quella di aver guidato la squadra e basta.
Il tabellino personale segna 28 punti, 8 rimbalzi e 6 assist, e non manca davvero nulla per raccontare la partita dell’ex dei Knicks, condotta con personalità su entrambi i lati del campo, dove i biancorossi hanno compreso come mettere in pratica il messaggio pre gara di Bulleri (“controllare ritmo e rimbalzi”) anche e soprattutto grazie alla guardia americana, che dopo 80′ consecutivi di bel basket sembra aver trovato – è legittimo ora pensarlo – lo stato mentale per illuminare il percorso. Non a intermittenza ma dall’inizio alla fine.
E dall’inizio alla fine Varese è stata incollata alla partita, aggredendo il vantaggio massimo dei padroni di casa (il +7 del primo quarto) fino a consumarlo, e accumulando nel terzo quarto il proprio di distacco, giunto fino alla doppia cifra. Nel mezzo diverse evidenze di cui fare tesoro. Prima su tutte, una difesa che, nonostante i consueti buchi e ritardi (talvolta clamorosi) visti nella prima fase del match, durante la quale fortunatamente molte delle triple concesse a Morgan e soci non sono andate a bersaglio, ha lavorato con attenzione e aggressività sulla zona in quasi tutti i momenti clou del secondo tempo, tornando a scricchiolare, per la fatica e per qualche rischiosa leggerezza di troppo, nei caldissimi minuti finali dove con l’aggiunta di una palla persa di Scola e di un fallo in attacco di Ruzzier, Varese ha davvero rischiato di vanificare i progressi compiuti.
Una difesa dalla doppia faccia è certamente meglio di una difesa puntualmente sbilanciata e disorientata. Una doppia leadership, quella di Scola e Douglas, è invece l’ambizione da cui è nato il progetto di questa squadra. Per la prima volta (l’avversario era sì rimaneggiato ma non certo ai livelli di Roma) è stata tradotta in modo quasi impeccabile nel linguaggio del campo, con risultati annessi e racchiusi nei 48 punti messi a referto dai due ex Nba.
Segnali importanti che vanno ben oltre il balzo in classifica favorito dalle ultime due vittorie. Segnali quantificati e valorizzati in rapporto ad un obiettivo di gran lunga più centrale e decisivo: il raggiungimento di una identità di squadra, percepita concretamente a livello di organico, protetta ed esaltata dai due guardiani a cui sono state affidate le chiavi del gruppo. Ora, forse, ci sono entrambi. Arriverà anche la continuità?
DOLOMITI ENERGIA TRENTINO-OPENJOBMETIS VARESE: 74-77
Dolomiti Energia Trentino: Martin 12, Jovanovic ne, Pascolo 8, Conti 3, Browne 7, Forray, Sanders 11, Mezzanotte 6, Morgan 23, Williams ne, Ladurner 4, Lechthaler ne. Coach: Nicola Brienza.
Openjobmetis Varese: Morse 3, Scola 20, De Nicolao 3, Jakovičs, Ruzzier 6, Andersson 2, Strautiņš 15, De Vico ne, Douglas 28, Librizzi ne, Virginio ne. Coach: Massimo Bulleri.
Arbitri: Bartoli – Quarta – Pierantozzi.
Parziali: 21-14; 15-20; 21-25; 17-18. Progressivi: 21-14; 36-34; 57-59: 74-77.
Note – T3: 10/31 Trento, 10/28 Varese; T2: 21/40 Trento, 16/24 Varese; TL: 2/4 Trento, 15/24 Varese. Rimbalzi: 33 Trento (Browne 10), 35 Varese (Douglas 8); Assist: 18 Trento (Browne 6), 15 Varese (Douglas 6).
(Foto di copertina © Alberto Ossola)
© Riproduzione riservata



Vuoi lasciare un commento? | 0