Luino | 14 Dicembre 2021

Il progetto sullo sviluppo turistico delle Valli del Verbano entra nel vivo

Parte la seconda fase del lavoro di Comunità Montana che coinvolge Università dell’Insubria e Politecnico di Milano. Per un anno 2 ricercatori impegnati sul territorio

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Lo scorso 26 luglio a Palazzo Verbania, a Luino, la Comunità Montana ha presentato il primo documento denominato “Piano di Sviluppo turistico integrato Valli del Verbano”, contenente le analisi e le prime linee di indirizzo di sviluppo per il territorio, redatto in collaborazione con il consorzio Irecoop Alto Adige Sudtirol, società che si è avvalsa anche del supporto dei ricercatori dell’Università di Trento.

L’obiettivo del piano è quello di concretizzare un percorso basato sulla definizione di un progetto di rilancio di un turismo sostenibile che sia tollerabile a lungo termine dal punto di vista ecologico, ma anche realizzabile sul piano economico ed equo sul piano economico e sociale per le popolazioni locali. Secondo la visione dell’ente montano lo sviluppo turistico, nell’ambito del territorio della Comunità Montana, deve muoversi nella costruzione di un percorso durevole, dimensionato nel tempo, capace di proporre un’offerta turistica che sia il risultato naturale delle risorse locali, ovvero il patrimonio architettonico, le sue tipicità, le feste tradizionali, la gastronomia, i rapporti con il lago, le montagne, la pianura e tutto ciò che caratterizza questo territorio.

“Il territorio ha una grande potenzialità”, sostiene l’assessore all’Ambiente, Ecologia e Turismo della Comunità Montana Gianpietro Ballardin evidenziando la “serietà del lavoro che stiamo facendo” e che ora proseguirà con l’avvio della seconda fase insieme al Dipartimento di Diritto, Economie e Culture dell’Università dell’Insubria e al Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano. “Ci troviamo in una fase regressiva dal punto di vista sociale, tra pendolarismo e frontalierato – prosegue – Dobbiamo dare possibilità ai giovani. Potenzialmente possiamo svilupparci, ma solo se lo facciamo in un’ottica di sistema aggregando le componenti turistiche del territorio che oggi lavorano da sole. Solo così possiamo dare concretezza al nostro lavoro”.

Questa seconda fase del progetto, grazie al supporto dei due atenei, consentirà di affrontare diverse tematiche legate alle infrastrutture e alla mobilità, all’analisi dei flussi e alla diversificazione della proposta turistica o alla ri-condizione del patrimonio industriale dismesso o sotto-impiegato, per poi arrivare a definire proposte di investimento per lo sviluppo turistico anche attraverso lo studio di un brand territoriale. Un’altra ipotesi finita sul tavolo in questi giorni è quella di individuare anche forme e modalità di coworking, essendo questo un contesto ideale anche in tal senso.

“Si concretizza un passaggio di testimone” – afferma il professor Paolo Bossi del DAStU di Milano – Abbiamo apprezzato il lavoro fatto dalla società di Trento, sia per il metodo che per i risultati presentati. Ora si compie un passaggio di scala, da una condizione più generale a un progetto esecutivo ed effettivo sul territorio”.

Per questo Politecnico e Insubria nomineranno, attraverso una selezione pubblica che avverrà tra gennaio e febbraio, due assegnisti di ricerca che si dedicheranno per un anno al territorio mettendo in gioco le proprie competenze affinché questo – che da un lato comunque vigilerà e identificherà gli obiettivi prioritari – possa conoscere le proprie potenzialità. Saranno due persone con profili differenti ma complementari: un architetto esperto di progettazione e un esperto di strategie di marketing turistico.

“Si tratta di un’opportunità incredibile per queste due realtà uniche e storiche che vengono a sovrapporsi”, chiosa invece la professoressa Paola Biavaschi, sottolineando inoltre come la pandemia abbia costretto a un cambio di vita e di esigenze che si riverbera anche sul turismo e, di conseguenza, anche sul lato occupazionale, con possibilità di lavoro in più anche per gli studenti di comunicazione.

“Vedere il mondo accademico che si muove è bellissimo”, afferma il sindaco di Luino Enrico Bianchi, “l’università che si mette a disposizione del territorio definendo criteri, parametri e procedure e andando incontro agli enti locali con la formazione è un fatto non da poco. Occorre definire bene gli obiettivi per non rischiare che aumentino gli sforzi e gli intenti vadano invece persi. Questo è un momento cruciale, perché la crescita dell’Insubria passa anche dal nostro territorio: il nostro patrimonio è fondamentale per arricchire questi progetti”.

Le prossime fasi di questa seconda parte prevedono, per il 20 marzo prossimo, la presentazione dei due assegnisti di ricerca e la raccolta di istanze e desiderata. Il 20 settembre verrà presentato un bilancio intermedio, mentre il 20 marzo 2023 verrà presentato l’esito del lavoro svolto.

La Comunità Montana Valli del Verbano, però, si sta già impegnando per indirizzare lo sviluppo del territorio verso gli obiettivi contenuti in questo progetto di valorizzazione e sviluppo: lo scorso 21 luglio, insieme a LIPU e TCI, l’ente ha partecipato al bando “Effetto ECO” di Fondazione Cariplo candidando il progetto Andar per valli. Un turismo ecosostenibile per l’Alto Verbano. Tale progetto – spiegano – vuole stimolare negli operatori pubblici e privati locali il rilancio turistico del territorio tenendo in considerazione i trend attuali (anche nel contesto pandemico) e di un approccio ecosostenibile allo sviluppo, attraverso attività info/formative; ampliamento del bacino degli operatori interessati/interessabili al turismo, predisposizione e successiva sottoscrizione di un Patto territoriale che impegni gli aderenti a pianificare e realizzare interventi e progetti compatibili con la tutela ambientale, alla base dell’attrattività locale.

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